Gli abusivi del capannone e l'inerzia delle Istituzioni
Editoriale
Scritto da Administrator   
Lunedì 16 Gennaio 2012 22:25

 

DSC 0121Un comunicato stampa trionfalistico del comune di Tortolì ci avvisa che sono stati finalmente rintracciati gli occupanti del capannone fatiscente della curia in via Monsignor Virgilio. Come si pensava sono solo dei poveracci, in questo caso rumeni, tre donne e due uomini che vi dimoravano in condizioni davvero pietose, in mezzo alla sporcizia, all'amianto e col rischio di crollo del tetto. Quelli rintracciati sono tutti adulti, ma non spiegano la presenza nel locale di giocattoli che ci fanno invece pensare ad una occupazione più strutturata con presenze magari a rotazione, come un villaggio turistico. Ci dice l'Assessore ai servizi sociali che sono prontamente alloggiati all'hotel S.Lucia dove sono stati rifocillati riportati ad uno stato umano, visto che vivevano come bestie. Non  ci dicono chiaramente che sarà per tre giorni al massimo, dopo di che verranno spediti a casa loro, non sappiamo come.
"Abbiamo intrapreso un’azione di stretta emergenza, un primo intervento dettato dalla situazione di pericolo nella quale stavano vivendo i mendicanti.  Ci siamo preoccupati di trovare loro una sistemazione per tutelarne la sicurezza. I vigili urbani hanno provveduto a svuotare il capanno che è stato restituito alla Curia". Questo recita il comunicato stampa. Emergenza? Pericolo? Cos'è, uno scherzo? Davvero qualcuno crede che abbiamo l'anello al naso? Se davvero qualcuno avesse percepito una situazione di pericolo ed emergenza sarebbe intervenuto anche il giorno di Natale visto che la nostra denuncia risale a quasi un mese fa. Ma forse nessuno voleva rovinarsi le feste, o molto più probabilmente se ne sono fregati, come abbiamo denunciato con il “Fuori dai denti” intitolato “Il paese del chi se ne frega”. Solo qualche intervento dall'alto deve averli smossi dall'inerzia nella quale sono avvolti. Tutta gente pagata da noi, che dovrebbe proteggerci, tutelare la nostra sicurezza e la nostra salute e che invece è impegnata solo a far scorrere i giorni, uno dopo l'altro. Vivi  e lascia vivere sembra il moto imperante se pensiamo che tante, troppe, sono le denunce del nostro giornale che sono rimaste senza risposta.
Per finire non possiamo non parlare del proprietario dell'immobile, la Curia vescovile. A suo tempo l'abbiamo richiamata, quasi con ironia, ad un comportamento più consono al ruolo che ha, o che almeno dice di avere, nella nostra comunità. Pensiamo alla responsabilità di un proprietario, pur  gravissima, che deve garantire che il suo bene non arrechi pericolo alla collettività, ma ci sembra abnorme che non ci sia stato un intervenuto nell'immediatezza della denuncia. Anche solo per mettere all'opera l'esercizio della carità cristiana di cui si dicono depositari. Amaramente dobbiamo constatare, almeno per questo caso, solo a parole.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:13
 
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