Tortolì non ti capisco
Editoriale
Scritto da Administrator   
Giovedì 10 Novembre 2011 09:44

punto di domanda

Naturalmente è colpa mia, ma non riesco a capire la discussione fra Comune di Tortolì e Provincia Ogliastra su chi dovrà diventare proprietario dei terreni ex-Cartiera.

Proviamo a elencare qualche dubbio.

  1. Perché la Regione ha così tanta urgenza di liberarsi della proprietà?
  2. E’ vero che quei terreni contengono materiali a rischio? O perlomeno che la possibilità non è infondata, visto che gli accertamenti sono in corso?
  3. Chi dovrebbe eventualmente farsi carico della bonifica? E con quali risorse?
  4. E’ necessario cambiare la proprietà di tutta l’area per poter “cedere” i 5 ettari richiesti dall’Intermare? E comunque, vogliamo fissare qualche paletto per questa “cessione”?

 

Proviamo a ragionare.

In condizioni normali (e con gente normale) la procedura sarebbe: accertamento dell’inquinamento, bonifica, urbanizzazione delle aree, assegnazione delle stesse aree alle imprese interessate (anche attraverso la cessione della proprietà all’ente territoriale che dovrà curarne la gestione).

La procedura scelta è invece esattamente opposta a questa. E allora ripetiamo la domanda: perché? E perché con questa fretta?

E quale è allora la convenienza del Comune di Tortolì? Il Sindaco ha accertato che la cessione delle aree non comporti anche il carico della bonifica delle stesse? Ed eventualmente con quali risorse? Esiste qualche accordo con la Regione? Scritto o verbale con un presidente della Giunta che gli stessi suoi amici definiscono inaffidabile e destinato a durare poco? E ancora: perché queste decisioni (e i conseguenti rischi, anche patrimoniali) sono assunte senza informazione alla popolazione o almeno al Consiglio comunale?

Sindaco, perché sfugge sempre al confronto pubblico? Cosa c’è da nascondere? O forse ci sono troppe cose da spiegare, compreso il balletto delle valutazioni sul valore delle aree dell’aeroporto?

 

Ancora un’ opinione sulle aree da “cedere” all’Intermare. Nulla in contrario, se le aree servono davvero a poter realizzare piattaforme più grandi. E’ così? E allora fissiamo qualche paletto, per evitare che, come spesso accade, il provvisorio diventi definitivo e che il porto finisca col diventare ancora di più privato.

Quattro cose, almeno:

  1. si definisca una concessione a termine, per deposito di quanto necessario all’attività e quindi divieto di qualunque edificazione, collegandola ai tempi necessari alla realizzazione delle piattaforme in programma;
  2. la concessione sia onerosa, perché i beni pubblici non si regalano e devono produrre reddito;
  3. si fissino regole per le assunzioni, perché il consumo di territorio produca almeno posti di lavoro per la comunità che lo rende disponibile;
  4. si renda contemporaneamente sgombra e transitabile, almeno con accesso da un lato, la banchina di riva.

 

E infine, per stare ancora sui problemi dell’area industriale: il depuratore continua a scaricare a mare nella più assoluta indifferenza di chi dovrebbe controllare. E’ successo durante l’estate e si sta ripetendo in queste ore. Sappiamo di una riunione convocata dalla Provincia a cui hanno partecipato tutti gli enti interessati, unico assente il Comune di Tortolì. Perché? Ma vi rendete conto che quel depuratore ormai è un rischio e richiede interventi urgenti?

Una conclusione sola: meno chiacchiere e qualche fatto in più! Meno lotte di potere e più attenzione alla soluzione dei problemi! Sempre che questo Comune ne sia capace.

 

a.o.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Novembre 2011 13:06
 
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