Stefano Selenu, lista l'Alternativa. Tortolì riparte dagli USA
Politica
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Maggio 2014 17:09

stefano selenu 2Tortohelie intervista Stefano Selenu. Giovane tortoliese, docente universitario, con una lunga carriera negli Stati Uniti, è oggi candidato alla carica di sindaco, sostenuto dalla lista l’Alternativa

 

Come è maturata la decisione di candidarsi?

Qualche mese fa stavo per ripartire per gli Stati Uniti, dove ho vissuto per dieci anni lavorando in diverse università come docente universitario. Ripartire sarebbe stata la cosa più facile per me. Rimanere è stata una scelta forte nata da un disagio profondo nel vedere il mio paese così affossato dal degrado e da una forte disgregazione sociale. Sempre più amici mi dicono di voler emigrare e questo mi rattrista. Non c’è forma di maggior impoverimento per il futuro del nostro paese che l’emigrazione forzata da parte dei giovani più capaci. Per questo, questa volta ho deciso di rimanere e di mettermi in gioco in maniera attiva con i compagni del movimento de L’Alternativa.

 

Si è dedicato in passato alla politica cittadina? E se si, in quale forma?

Io mi sono sempre dedicato alla politica, anche se non sono mai stato tesserato in un partito e non ho mai amministrato.  Dedicarsi alla politica lo si fa in mille modi. Studiare con impegno in tutti i gradi delle scuole e dell’università è già un modo di dedicarsi alla politica. Fare bene la raccolta differenziata o fare in modo che i miei studenti si appassionino alla lettura è una forma di politica. Andare a pulire la Sughereta il primo maggio per molti di noi (almeno per me) non era indossare la maglia di un partito, ma cercare di rendere più vivibile il posto in cui viviamo. Questo è per me fare politica. Ho deciso di mettere le mie esperienze nell’organizzazione di eventi, come membro di commissioni, come intellettuale e insegnante a disposizione della mia cittadinanza. Credo che oggi a Tortolì serva qualcuno che sappia rimettere in gioco le risorse umane, per non farle scappare via le nostre intelligenze.

 

Come è composta e di quale matrice è la lista che la sostiene?

La lista de L’Alternativa è varia e composita. L’età media è di 36 anni e in lista ci sono più donne che uomini. A differenza delle altre liste, ne L’Alternativa non compare neanche un ex-amministratore eletto e soprattutto nessuno che abbia lasciato nel libro dei ricordi dei tortoliesi risultati discutibili, non da ultimo il commissariamento del Comune. Abbiamo costruito la lista partendo dai profili, dalle sensibilità, competenze e interessi di ognuno di noi e sono molto soddisfatto.

 

Quali sono i punti salienti del vostro programma?

Il primo punto per noi sono i giovani, la cui dinamicità e intelligenza sono indispensabili. Altro punto programmatico è il digitale. Non si tratta solo di parlare di servizi gratuiti, ma di investire in modo serio e articolato sulla cultura del digitale e le nuove forme di impresa (startup) e metodi lean. Un investimento serio in queste direzioni potrebbe generare nuove forme di lavoro, che molto probabilmente l’industria pesante oggi non può più garantire. Un ultimo punto chiave per noi è il Progetto “Piccola Bellezza” al cui centro c’è una rivalutazione del ruolo della cultura dell’ecologia. Inizieremo già con una “campagna elettorale ecologica e economica.”

 

Nel caso in cui venisse eletto sindaco, cosa farebbe nei primi 100 giorni?

Per prima cosa andrei subito a vedere quali sono le situazioni più drammatiche in città. So di famiglie che vivono situazioni difficilissime, la disoccupazione aumenta e l’ansia di perdere un lavoro è enorme. Molti di noi de L’Alternativa conoscono queste situazioni sulla loro pelle. Non voglio illudere nessuno, non esiste una giunta con la bacchetta magica. Però, sarà nostro dovere capire da subito in quali condizioni versano i più disagiati. La vera sfida per noi però è dal 101simo giorno in poi: abbiamo infatti il dovere morale di riparlare di sviluppo se si vuole uscire dalla tenaglia dell’impoverimento. Non si deve “chiedere” e “dare” lavoro, ma si devono trovare i modi per creare nuovo lavoro.

 

Quali sono le emergenze a Tortolì?

Con un po’ di ironia mi verrebbe da riformulare la domanda così: “quali sono le cose normali a Tortolì?” Forse sarebbe più veloce rispondere. Tortolì ha tante, troppe, emergenze. Dalla situazione del lavoro che manca all’incapacità di innescare nuovamente una visione politica verso lo sviluppo. Dall’inquinamento all’abusivismo, dalle scuole ai parchi, dal depuratore alla viabilità e i trasporti, dall’emigrazione dei propri giovani alla disoccupazione per chi rimane, dalle difficoltà burocratiche alla riduzione dell’offerta turistica, dalle barriere architettoniche al turista disperso perché non sa dove andare, dal PUC allo scarsissimo investimento verso il marketing digitale, fino ai rischi che i ciclisti corrono ogni giorno lungo le presunte piste ciclabili a quelli che i genitori con bimbi al passeggino corrono lungo il corso… Nulla è inutile in politica: o tutto si tiene o, prima o poi, tutto crolla. Noi iniziamo a vedere i segni del crollo, ma siamo ancora in tempo perché tutto torni a tenersi.

 

Come pensa di recuperare risorse, visti i tagli agli enti pubblici?

La necessità aguzza l’ingegno e la creatività. Viviamo in un’epoca in cui le ricchezze sono state spostate dal locale al sovranazionale: si pensi all’Europa. Parlare di europrogettazione è necessario oggi. Il problema è che molti ne parlano, pochi la fanno e la sanno fare. Per questo qualche mese fa mi sono rimesso sui banchi di scuola per acquisire maggiori competenze e ho frequentato un master a mie spese in europrogettazione. Prendere dall’Europa e dalla Regione tutto il possibile, questa è la nostra scommessa. Sappiamo che non è facile, ma senza dei rischi ci saranno sempre meno risorse e sempre più sanzioni. Non possiamo più permettercelo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Maggio 2014 17:21
 
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