Anche in Ogliastra trionfa Pigliaru, e il voto parla
Politica
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Febbraio 2014 09:15

 

voto di scambio NAria nuova in consiglio regionale, i sardi sfrattano Cappellacci e aprono le porte al nuovo. Francesco Pigliaru vince infatti meglio del previsto in quasi tutte le province e nonostante la partenza ritardata, la presenza di Michela Murgia che pareva potergli riservare più di un dispiacere, e nonostante il coupe de theatre di Renzi che ha sconcertato più di uno nel suo campo con l’improvvisa crisi di governo, riesce comunque a conquistare lo scranno più alto di via Roma. Ma il vento del rinnovamento non sembra aver soffiato in tutta la Sardegna. L’Ogliastra infatti, mestamente, riconferma la pattuglia degli uscenti, Franco Sabatini per il Pd e Angelo Stochino per il Pdl, caso praticamente unico in tutta la Sardegna. E questo risultato, purtroppo, non è una sorpresa. L’aria di conservatorismo che sembra pervadere la nostra provincia aveva manifestato la sua presenza anche recentemente. Ricordiamo tutti le primarie del Pd, quando salimmo alla ribalta per essere una delle pochissime province, insieme a quelle calabresi, in cui ha prevalso Cuperlo, il candidato dell’apparato di partito. Un’associazione, questa che ha infastidito più d’uno perché il risultato in Calabria fu allora attribuito al controllo ferreo dei capi bastone del partito sul territorio, in uno stile quasi mafioso. Ovviamente sappiamo bene che il controllo ferreo sul territorio da parte dei maggiorenti dei partiti è accentuato nella nostra provincia dalle piccole dimensioni che facilitano ogni forma di occupazione degli spazi di agibilità politica che vengono di fatto preclusi alle minoranze. Anche per questo sarebbe opportuno introdurre meccanismi come un limite al numero di legislature. Ma in questa tornata elettorale abbiamo avuto anche la ciliegina sulla torta. Tutti quanti sappiamo bene che per un problema di conflitto di interessi, o di funzioni particolari svolte nei ruoli dello stato, ci sono alcune categorie di persone che non possono candidarsi nella stessa area geografica dove esercitano la loro attività. È per esempio il caso dei magistrati o dei militari. Noi credevamo che dovesse interessare anche altri ruoli, come quelli apicali in organismi di controllo e verifica fiscale, e questo anche per loro stessa tutela, per esempio per preservarli da strumentalizzazioni. Ma così non sembra. Ed è così che per un candidato si sono scatenate una serie di voci su presunte e indimostrabili pressioni, forse anche solo psicologiche, certo poco simpatiche, ma soprattutto evitabili. Perché se per un verso si può essere a disagio, per la paura di essere fraintesi, nel chiedere ad un conoscente il proprio consenso elettorale, è anche vero che l’espressione del mio voto potrebbe essere poco libera e serena se pensassi, più o meno motivatamente, di essere domani sottoposto ad accertamento fiscale da quel candidato. Chissà che in sede di modifica delle norme sul conflitto di interessi non si ponga mano anche a queste norme.

Mario Lai

 
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