Campagna elettorale, la saga delle promesse impossibili
Politica
Scritto da Administrator   
Mercoledì 12 Febbraio 2014 09:38

 

librodeisogniSi sa, in campagna elettorale i politici sono di manica larga per quanto riguarda le promesse, ma c’è un limite a tutto, se non altro imposto dal buon senso. Partiamo dall’assicurazione, che tutti immancabilmente fanno, per cui l’elezione, se non certa o probabile, è almeno possibile col verificarsi di eventi che sfiorano lo stupefacente. Fa sorridere per esempio che Pierino Cannas racconti della sua possibile elezione con l’Udc, che è quanto di più lontano dalla realtà si possa concepire. Non riuscì il colpo a Giorgio Pisu cinque anni fa, nonostante lo strepitoso risultato personale e un partito certamente più in salute di quello attuale. Basti pensare che anche Giorgio Oppi, di ben diversa levatura rispetto a Cannas, è migrato dal Sulcis a Cagliari perché il collegio che cinque anni fa lo elesse col vento in poppa non è più così sicuro. I settori che più di tutti sono saccheggiati dalle promesse sono la sanità e i cantieri forestali, dove un’assunzione, un trasferimento o almeno una promozione non viene negata a nessuno. Che poi quelli siano i settori in cui si dovranno più che altrove concentrare i tagli, se la regione non vorrà rischiare il fallimento, è argomento che agli elettori non viene prospettato, meglio non allarmarli troppo. Angelo Cucca parla della prossima apertura di una clinica privata a Tortolì, per la quale, è sottinteso, lui avrebbe voce  in capitolo nelle assunzioni, prospettiva delirante nella situazione attuale.  Ma il massimo lo raggiunge Franco Sabatini che nei suoi incontri carbonari parla di una sua probabile nomina in giunta. Deve essere a questo che alludeva quando a Lanusei, qualche giorno fa, ha dichiarato che si sente pronto, dopo dieci anni di esperienza, a dare il massimo nei prossimi cinque anni. Ne siamo contenti, ma avergli pagato un corso di formazione di dieci anni a diecimila euro al mese ci sembra un po’ troppo anche per il suo pur deficitario punto di partenza. Peccato che a noi non sia sfuggito neanche il fatto che Pigliaru, il giorno della presentazione delle liste, abbia puntato i piedi minacciando di non firmare la candidatura se non fossero stati tolti dalle liste i tre indagati per peculato, fra i quali appunto Franco Sabatini. Concetto ribadito i giorni scorsi, ai microfoni de La7, quando ha detto che avrebbe preferito un passo indietro di questi tre personaggi. Ci sembra per questo come minimo azzardato che Sabatini possa ipotizzare addirittura una promozione ad assessore. Ma questa furbizia ha anche un’altra motivazione. La sua nomina ad assessore sarebbe più probabile, lui dice, con un suo buon risultato e porterebbe con se il subentro in consiglio del primo dei non eletti, cioè Peppe Loi. Per questo l’Ogliastra, e tutto il Pd, avrebbe tutto da guadagnare dal votare lui. Una furbizia come tante, una di quelle a cui ci ha abituato in questi anni di folgorante carriera politica.

Mario Lai

 
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