Tortoweekend Politica. Letta al G20: "Rischi per una ripresa senza crescita occupazionale"
TortoWeekend
Venerdì 06 Settembre 2013 11:56

 

 

4kollaj-0tled-2Da San Pietroburgo arriva la consapevolezza di una svolta economica verso la ripresa, ma resta l'alert sulla difficile situazione del mercato del lavoro. Piano d'azione contro l'elusione fiscale: agenda serrata, stretta sulle multinazionali come Amazon e Google
Lo leggo dopo

TAG G20 San Pietroburgo, crisi economica, Ripresa economica, disoccupazione, fisco, evasione fiscale, google, amazon, Enrico Letta, Angela Merkel MILANO - Il summit del G20 si avvia alla conclusione con le profonde divergenza sulla Siria che la fanno da padrone. Ma per i leader dei Paesi più ricchi del mondo è stata l'occasione per fare il punto sul quadro economico globale, mentre l'agenda dei lavori ha accolto il tema della lotta all'evasione e all'elusione fiscale. In molti hanno salutato il summit russo come quello della svolta, perché da crisi, salvataggi di banche e Stati e austerity si è tornati finalmente a parlare di crescita e occupazione.

Alert lavoro. Proprio quest'ultimo è uno dei principali problemi di questa fase, nella quale si vedono segnali di rilancio significativi negli Usa e ancor timidi in Europa, ma perdura la mancanza di lavoro. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Enrico Letta, a San Pietroburgo: "Il rischio molto serio, oggi, anche per il mio Paese, è che ci sia una ripresa senza occupazione". Per questo ha chiesto che il Summit dia perciò risposte ad un "problema che ci accomuna tutti", quello del lavoro e della disoccupazione giovanile. Nodo che si affronta puntando sullo sviluppo della formazione professionale e dell'istruzione. "La situazione non è ancora facile ma possiamo pensare alla crescita, alla ripresa, questo è un successo importante. Ci sono le premesse per nuovi successi", ha spiegato il premier. In particolare, il capo del governo ha puntato l'attenzione sulla "lotta contro i paradisi fiscali": si deve "dare un segnale netto: dobbiamo essere friendly con il business, ma fermi contro l'evasione".

Evasione Fiscale. Quest'ultima doveva essere il grande tema del summit, prima del deflagare della questione siriana. I Grandi hanno comunque ricevuto le proposte dell'Ocse per limitare l'elusione fiscale, soprattutto da parte delle grandi multinazionali, e favorire l'integrazione e gli standard globali in materia di imposizione. La cancelliera Angela Merkel ha detto: "Abbiamo notato in che modo i mercati finanziari eludono il nostro controllo, ma ora possiamo dire di aver raggiunto un progresso per quel riguarda l'evasione fiscale, soprattutto delle multinazionali" visto che "ci sono aziende che in nessun Paese al mondo pagano le tasse". I G20 si muovono dunque anche grazie a un piano d'azione in 15 punti, proprio sulla scia dell'Ocse. Il filo rosso che caratterizza le misure è l'imposizione alle imprese di pagare le tasse nel Paese in cui producono reddito e non in cui hanno la sede sociale. La localizzazione di queste aziende è tanto più complicata per quelle che operano su Internet: Google e Amazon in testa, che dovranno fornire le informazioni sulla ripartizione geografica dei profitti. Un altro dei punti su cui verte il piano è lo scambio automatico di informazioni tra i governi sui propri regimi fiscali.

Agenda serrata. Il piano prevede un calendario preciso per l'applicazione: il G20 dà mandato all'Ocse di mettere a punto entro il 2014 una guida pratica sui modelli di scambio delle informazioni tra banche e autorità competenti. La tappa successiva sarà l'applicazione di questi modelli e la relativa trasposizione in legge nazionale. Il tutto entro la fine del 2015. Alcuni Paesi come la Svizzera, invitata al G20 dei ministri finanziari ma non a quello dei leader, hanno opposto resistenza a questa tabella di marcia. Losanna chiede inoltre di estendere i controlli non solo ai regimi fiscali, ma anche al sistema di sussidi pubblici in favore delle imprese.

Il documento finale. La situazione economica mondiale sta migliorando ma è ancora troppo presto per dire che la crisi è definitivamente superata: è quanto affermeranno i leader del G20 nel comunicato finale, secondo quanto filtra nelle consuete bozze che circolano. In particolare, durante la cena di ieri sera i leader mondiali, pur riconoscendo i passi in avanti per sconfiggere definitivamente la crisi, hanno espresso molti timori per il rallentamento della crescita, soprattutto in molti dei Paesi più sviluppati dove la ripresa arranca e tarda ad arrivare Particolarmente nel mirino - raccontano fonti vicine al summit alle agenzie - alcune nazioni europee, dove le conseguenze della crisi del debito si fanno ancora sentire pesantemente, con crescita debole e in alcuni casi nuova recessione. Tutte preoccupazioni che molto probabilmente saranno riassunte nel comunicato finale, così come un appello ad andare avanti sul fronte del rafforzamento del settore bancario, ancora una volta soprattutto nel Vecchio Continente.
(06 settembre 2013)

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Settembre 2013 12:20
 
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