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Gianluigi Piras, chi di discriminazione ferisce…
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Domenica 18 Agosto 2013 02:22

piras 

Gianluigi Piras è un giovane del Pd molto impegnato nella difesa delle minoranze. È salito alla ribalta delle cronache nazionali quando, da assessore comunale di Jerzu, negò l’autorizzazione a una organizzazione di scout per fare un campo nel proprio comune perché nelle proprie linee guida affermava che la presenza di gay, soprattutto fra gli educatori, era un problema. Sull’onda di quella posizione, che ebbe una grande risonanza nazionale, istituì nel proprio comune il registro delle unioni civili, ovviamente aperto alle coppie gay. Il quadro è completato dal ruolo di coordinatore del forum regionale del Pd sui diritti e di responsabile regionale di Anci Giovane. È inoltre uno dei referenti regionali di Pippo Civati, che delle battaglie sulla tutela delle minoranze ha fatto una delle sue bandiere, e che la scorsa primavera lo ha sostenuto personalmente nella sfortunata campagna per la poltrona di sindaco di Jerzu. Il perfetto politically correct di sinistra, quindi, e anche per questo ha lasciato tutti di stucco lo scivolone di cui è stato vittima ieri. Nel suo profilo facebook commentava, riguardo all’atleta russa che si era lasciata andare a poco lusinghiere considerazioni omofobiche "Isinbayeva, per me possono anche prenderti e stuprarti in piazza. Poi magari ci ripenso. Magari mi fraintendono". Una frase di rara violenza verbale che stride ampiamente se detta da chi, poche settimane fa si rivolgeva al ministro Cecile Kyenge, fatta segno di insulti da Calderoli, con queste parole “Lei è uno dei pochi raggi di sole (politico e culturale) in questo mediocre panorama politico. Stima infinita”. Ecco, Gianluigi Piras è stato colpito da un fulmine a ciel sereno che ne ha decretato il suo essere un mediocre politico, incapace di prevedere l’effetto delle sue stesse parole, Non aveva tenuto conto, Gianluigi, che i social network sono impietosi quando sbagli, e lo sono ancor più quando quella è la tua piazza di riferimento, il tuo brodo di coltura, travolto dalla frenesia del commento a tutti i costi anche se non ragionato pur di essere il primo. Ora, dopo essere finito sulle prime pagine di tutti i giornali e dei tg si è dimesso da tutte le sue cariche politiche e amministrative e lo ha fatto con una lettera in cui, almeno, chiede scusa. Un gesto apprezzabile in un paese in cui ammettere le proprie colpe e trarne le opportune conseguenze non va di moda.

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Agosto 2013 08:39
 
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