Tortoweekend Nazionale.Province, ecco il decreto «svuota poteri» Saranno enti di secondo livello.
TortoWeekend
Venerdì 26 Luglio 2013 13:41

 

Il-GovernotagliaprovNascono le città metropolitane. In due anni due miliardi di risparmi Legislatura

 

 

Province senza poteri. È stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge che riguarda Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni e che ne rivede e ne svuota in parte i poteri in vista dell'abolizione dalla Carta Costituzionale. CONFERENZA UNIFICATA - Il provvedimento, in attesa di una eventuale riforma costituzionale prevede che «le province diventino enti territoriali di secondo livello». È quanto si legge nella bozza di ddl «recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di Comuni». La provincia cessa quindi di essere l'ente che è stato fino ad oggi e sarà guidato da organismi non eletti. «Sono organi delle province» esclusivamente: «il presidente della provincia, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci». «L'elettorato passivo è attribuito esclusivamente ai sindaci in carica nei comuni della provincia alla data dell'elezione». Del provvedimento aveva dato un'anticipazione nei giorni scorsi il ministro Delrio che aveva spiegato: «Nessun accorpamento dei territori provinciali, una provincia dei sindaci e razionalizzazione nelle funzioni e nella spesa». Il ddl passerà all'esame della Conferenza Unificata e, dopo quel vaglio, tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per il varo definitivo. Il Consiglio dei Ministri approva il decreto Rcd Mi piace questo contenutoNon mi piace questo contenuto002 Invia contenuto via mail Link: I RISPARMI - «Ci auguriamo che la riforma sia approvata entro la fine dell'anno così che non si proceda al rinnovo delle elezioni nel 2014. Siamo pieni di speranza e fiducia ma non di certezze», ha spiegato il ministro Delrio presentando la riforma. Secondo il ministro con il provvedimento «non si azzera la democrazia perché resta la rappresentanza dei sindaci e tende anche a stimolare le unioni dei comuni». Con la riforma «potremmo raggiungere in due anni più di un miliardo di risparmi, con l'accorpamento delle funzioni i risparmi saranno subito di circa 600-700 milioni». Tra i benefici, inoltre, c'è anche «un ulteriore stimolo a riorganizzare gli oltre 3000 enti intermedi».

 

 

Corriere.it

26 luglio 2013

 
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