TortoWeekend, Ciclismo: Il Tour de France del '98 di Pantani non si tocca
TortoWeekend
Scritto da Antonio Farinola   
Venerdì 12 Luglio 2013 09:47

 

MarcoPantaniTORTOLI' - La lotta al doping nello sport non guarda in faccia a nessuno, ma quando si tratta di "decenza" magari qualche avvertenza bisognerebbe avercela. Così l'Uci, l'organismo massimo del ciclismo internazionale, nelle scorse settimane aveva minacciato di estromettere Marco Pantani dall'albo del Tour de France, in particolare sul banco degli imputati c'era la Grande Boucle del 1998, quella dello scandalo Festina, per intenderci, quando la polizia francese sequestrò tanto di quel materiale dopante nel solo pullman della formazione francese da poter dopare l'intera carovana a seguito della corsa transalpina. Roba da far rabbrividire. Così il Senato francese ha aperto un'inchiesta su quel Tour del '98 in seguito al grande scandalo provocato da Lance Armstrong. E in questa inchiesta ci sarebbe una lista di 30 corridori che, secondo analisi fatte a posteriori, avrebbero fatto uso di sostanze dopanti. Al momento l'unico nome trapelato è quello del francese Laurent Jalabert, campione del mondo di cronometro nel 1997.


CAMPIONE FRAGILE - Erano gli anni '90, gli anni del doping dilagante, dell'avvento dell'Epo e di un ciclismo malato dalla testa ai piedi. Erano gli anni di Ullrich, Riis, Zulle, campioni indiscussi delle due ruote capaci di infiammare la gente quando la strada iniziava a salire, ma poi smascherati dalla macchina dell'antidoping. Erano anche gli anni di Marco Pantani. Campione indimenticato, morto in una stanza d'albergo il 14 febbraio di nove anni fa, al quale l'ombra del doping lo ha inseguito fino al giorno della sua morte. Un'ombra che sa di veleno, perché Marco Pantani non è mai risultato positivo a un test antidoping, ma che durante il Giro d'Italia del 1999 è stato fermato per ematocrito superiore alla norma (52% contro il 50% permesso) e sul quale si sono addensati mille dubbi, mille polemiche e tanti, troppi timori di un boicottaggio.

 

LA LETTERA DELL'UCI - In settimana poi è arrivata la notizia. A darla sono stati i genitori di Pantani. Il Tour di Marco del 1998 non lo toccherà nessuno, né l'Uci, né il Senato francese, perché "se il nome di Marco Pantani dovesse emergere durante le attività del Senato della Repubblica francese - si legge in una lettere inviata dal presidente dell'Uci, Mc Quaid -, secondo le nostre informazioni non sussisterebbero motivi di compiere alcun passo. Infatti, poiché le analisi scientifiche svolte dal laboratorio francese nel 2004 non erano conformi agli standard tecnici per le analisi antidoping, tali risultati non possono essere accettati come prova in un contesto antidoping e pertanto non consentirebbero l'apertura di un procedimento disciplinare. Inoltre - conclude -, non sono stati rispettati i principi dell'anonimato e del previo consenso alle analisi espresso dai ciclisti". Una lettere che mette la parola fine a questa storia e che dona un po' di rispetto al defunto ciclista romagnolo.

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Luglio 2013 09:30
 
Share on Myspace
Condividi su Facebook OkNotizie
Editore Primaidea Srl

CSS Valido!

Tortoli Notizie