Tortoweekend Sport. Cassano a Parma come Baggio a Bologna? Ecco Fantantonio: farò il Mondiale e non saluto Mazzarri
TortoWeekend
Venerdì 05 Luglio 2013 11:27

 

cassano“Ho fatto più danni della grandine, ma se non li avessi fatti dove avrei giocato? Da solo sulla luna?”. E’ con la solita incontenibile, e in fondo sincera, immodestia che AntonioCassano si presenta ai suoi nuovi tifosi del Parma.

Nella presentazione alla stampa e al pubblico di questo pomeriggio FantAntonio ha infatti rinverdito i fasti delle sue migliori interviste, mettendo a segno degli affondi importanti, a iniziare dal motivo che l’ha spinto ad accettare la squadra emiliana: la Coppa del Mondo 2014 in Brasile.

“E’ l’anno del Mondiale e questo mi stimola a fare meglio. Questa sarà la mia ultima piazza e voglio fare bene. Io non sono una contropartita ma sono un protagonista e basta, a me piacciono le grandi sfide. Mi davano per finito dopo Madrid e invece ho riconquistato la Nazionale. Anche stavolta vincerò io”.

E’ sicuro Cassano, e soprattutto pimpante (almeno verbalmente) come non lo si vedeva da tempo, dopo l’ennesimo addio difficile della sua carriera, avendo lasciato l’Inter non proprio in un idillio di baci e abbracci.

“Quando ho grandi responsabilità rendo al massimo, quando invece sono uno dei tanti, non mi esprimo al massimo”. Una chiamata per Stramaccioni? “Non mi fate fare polemica, su di lui non ho niente da dire”. Praticamente un si.

Come dimostra questo tweet della moglie Carolina, il talento di Bari vecchia non nutre invece alcun rancore verso la società nerazzurra e il patron Moratti, il quale stamane l’aveva salutato con parole dolci (“Un onore averlo avuto con noi, una fortuna averlo visto indossare i nostri colori”).

“Ringrazio la società ma non il nuovo allenatore – ha precisato Antonio -. Prima di firmare mi aveva detto che sarei stato un titolare poi che non rientravo nei suoi piani”. E anche il suo ex allenatore alla Samp è servito.

Walter Mazzarri ha però già risposto, attraverso il sito dell’Inter: “Non vedo come possa io aver designato i titolari e le riserve prima di averli allenati. Tengo a precisare che l’ultima volta in cui ho parlato con Cassano è quando abbiamo giocato Inter-Napoli all’andata. Quella volta l’ho solo salutato in campo“.
 

Ma ora l’imperativo è, per l’ennesima volta, girare pagina. Con la fiducia di chi sa che da un ambiente come quello gialloblu può solo trarre giovamento: “Non ho fatto fatica ad accettare il Parma perché sono convinto che come a Genova anche qui faremo grandi cose.”

“Non voglio promettere niente perché devo solo dimostrare”, ha concluso Cassano.

La cui storia ricorda, per certi tratti, quella di Roberto Baggio dopo l’addio al Milan: era l’estate 1997, e nessuno avrebbe scommesso un anno dopo di ritrovare protagonista il “Divin codino” ai Mondiali di Francia, ma la stagione nel Bologna di Carletto Mazzone rigenerò a tal punto il campione azzurro da segnarsi come inizio di una nuova giovinezza.

Che possa essere così anche per il talento più sciupato dell’ultimo ventennio italiano?

 

scritto da Nicola Chiappinelli 

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Luglio 2013 15:32
 
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