Tortoweekend Cronaca. I cleptomani: i "drogati" del furto
TortoWeekend
Venerdì 31 Maggio 2013 11:25

 

cleptomaneGioielli, dischi ma anche penne, trucchi… la cleptomania è quella voglia irresistibile di far scivolare in tasca oggetti non necessariamente di valore. Cosa c'è all'origine di questo bisogno continuo di rubare? Chi ne è colpito? Doctissimo ti svela i segreti di questi "ladri involontari"

Di certo hai sentito parlare della cleptomania, o magari conosci uno di questi "ladruncoli" compulsivi. Ma attenzione: si tratta di un disturbo dai tratti specifici. Bisogna distinguere tra ladro e ladro…

Come si riconosce un cleptomane?

Il cleptomane è tutto fuorché un ladro saltuario! Il suo bisogno di rubare è incontrollabile, spesso prende di mira oggetti senza alcun valore e agisce senza premeditazione. I sintomi sono elencati nelManuale diagnostico e statistico delle turbe mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders ou DSM-IV), pubblicato in America. Per essere definito cleptomania, il disturbo deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Desiderioinsopprimibile e ricorrente di rubare;
  • Forte tensioneappena prima di compiere il furto;
  • Piacereo sollievo quando il cleptomane passa all'atto;
  • Il furtonon è motivato dalla collera o dal desiderio di vendettaenonè accompagnato daidee deliranti, episodi maniaci o allucinazioni;
  • Gli oggettinon vengono rubati per uso personale o per il loro valore commerciale

Chi ne è colpito?

Nessuno studio ha cercato di valutare il numero di individui colpiti da questo disturbo della personalità, poiché spesso la cleptomania è scoperta solo in modo fortuito, quando il ladro si fa prendere. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che il problema riguardi una percentuale della popolazione compresa tra lo 0,5 e l'1%. Uno dei rari studi sull'argomento ipotizza che un quarto dei ladri arrestati siano cleptomani, anche se la cifra è forse un po' gonfiata. In base alla letteratura scientifica, l'identikit del ladro compulsivo è in genere una donna sui 35 anni, che avrebbe iniziato all'età di 20 anni e che agisce sempre da sola. 

Furti senza movente

Uno dei criteri principali per riconoscere la cleptomania è l'inutilità degli oggetti rubati: il ladro si appropria spesso di cose senza valore, che non gli serviranno e che poi accumulerà o getterà via. Alcuni cleptomani arrivano addirittura a cercare di restituirle ai legittimi proprietari! Per loro il furto è un bisogno il cui soddisfacimento non risiede nell'oggetto, ma nel desiderio stesso. Molti cleptomani provano infatti una sorta di piacere nel rubare, spesso intensificato dal rischio: è per questo che il disturbo viene frequentemente paragonato a una forma di dipendenza. Ma al piacere subentra spesso un forte senso di colpa, che induce alcuni di essi a cercare inconsciamente di farsi fermare. 

Delle cause ancora ignote

Le origini della cleptomania sono ancora poco note. Molti psicologi la considerano un sostituto della sessualità: la ricerca del piacere attraverso un'attività segreta e proibita servirebbe a compensare una vita sessuale assente o poco soddisfacente.

È la stessa motivazione ipotizzata per la piromania, ad esempio. Altri esperti pongono all'origine di questo disturbo un sentimento di abbandono provato durante l'infanzia. Va infine ricordato che la cleptomania è preceduta e accompagnata da vari disturbi psicologici: la maggioranza dei "ladri involontari" ha vissuto episodi di depressione. Il furto sarebbe quindi la soluzione trovata per diminuire i cali del tono di umore: una sorta di consolazione transitoria. Anche i disturbi alimentari sono molto frequenti: pare che un quarto dei bulimici mostri delle tendenze cleptomani, ma la correlazione tra i due problemi è ancora da chiarire.

Come si cura?

Per guarire dalla cleptomania bisogna ammettere in primo luogo di soffrirne! La maggioranza delle persone colpite da questo disturbo, infatti, non ne parla mai e non consulta uno psicologo per risolvere il problema. Solo se viene scoperta, la cleptomania potrà essere individuata e curata. Non esistono trattamenti specifici, ma una terapia comportamentale e cognitiva sembra l'approccio migliore. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato il ruolo benefico degli antidepressivi. Un trattamento che può sorprendere, la sessoterapia, può in effetti dare un aiuto efficace. Alcuni psicologi propongono poi come trattamento di non mettere più piede in un supermercato…

Louis Asana

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Maggio 2013 13:21
 
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