Tortoweekend cultura. L’arte metropolitana e danzante di Keith Haring rivive a Parigi
TortoWeekend
Venerdì 17 Maggio 2013 10:04

 

haring

 

Di Luigi Paolicelli.

Un’arte brillante, colorata: che incarna lo spirito newyorkese tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, Keith Haring, smentisce il luogo comune che vede in lui una semplice meteora. Ispirato dal clima irrequieto e cangiante di quel periodo, Haring è stato il primo vero artista capace di far sì che le sue opere straripassero al di là del circuito delle gallerie, per divenire espressione e simbolo di una dimensione metropolitana ludica e naif.

Con il titolo di The political line, il Musée D’Art Moderne Ville de Paris, omaggia l’artista originario di Reading con una retrospettiva in programma dal 19 aprile fino al 18 agosto 2013. Il titolo della mostra è stato scelto affinché fosse ricordato non soltanto l’artista, quanto piuttosto l’uomo che si è battuto, grazie alla propria arte, contro i mali che costituiscono l’esatto contrario del messaggio di pace e gioia che egli voleva lanciare. Razzismo, omofobia, ingiustizia sociale, Apartheid, sono solo alcuni dei temi contro i quali Haring ha mantenuto sempre una posizione determinata e di denuncia; al punto che a suo nome si è venuta a creare una fondazione che da anni è in prima linea nella lotta contro l’AIDS, malattia contratta dal pittore morto poi nel 1990. Parigi ricorda in questo modo un artista radicale che preferì al pennello, strumenti come pennarelli e bombolette spray: sottolineando così  una svolta definitiva all’interno dell’arte contemporanea e influenzando l’operato di molti altri artisti.

Inoltre Haring è legato a doppio filo con Parigi dato che nel 1984 espose insieme a Jean-Michel Basquiat e Robert Combas. Nell’arte di Haring confluiscono, convivono e si mescolano -in una calibrata, ma inarrestabile armonia danzante – le influenze artistiche più divergenti e al contempo più prossime tra loro: dalle raffigurazioni delle culture precolombiane e dei Maya, alla cultura dei fumetti, giungendo ad inglobare la sintesi estrema, squadrata e assoluta di Picasso; in un processo di sublimazione dal quale emergono prepotentemente opere capaci di trasmettere una freschezza e una modernità affascinanti. Puzzle figurativi dove ogni elemento combacia e si fonde con l’altro in una composizione che ipnotizza lo sguardo e conduce l’osservatore in un mondo felicemente caotico e solare. Un mondo ideale che con la sua arte ha cercato di trasportare nella realtà: da New York a Pisa in un trionfo di spensieratezza e passione. Quella per la vita.

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Maggio 2013 15:55
 
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