La scuola e i cattivi maestri
Editoriale
Domenica 12 Maggio 2013 19:57

 

volantinoitcLa scuola, fra tutte le istituzioni, ha tra gli altri il compito di educare i giovani alla socialità, al vivere insieme, al riconoscere l’altro. “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” diceva Dante rivolto ai fiorentini. E fra le conoscenze quella dell’altro, dei suoi diritti, oltre che dei nostri, dovrebbe essere implicita e far parte del bagaglio culturale di ogni studente ed essere obiettivo didattico primario di ogni docente. Ma gli altri vengono spesso dimenticati, sacrificati al nostro tornaconto, ridotti a presenza incidentale, come dimostra un volantino comparso in questi giorni a Tortolì. È firmato dagli studenti e dai docenti dell’Itc e dei licei classico e scientifico e il tema, neanche a dirlo, è la riorganizzazione delle scuole superiori. Loro (i liceali) si definiscono rondini, che hanno costruito pazientemente i loro nidi e che rischiano di essere scacciate dai passeri arroganti e prepotenti. Il passero colpevole di questo delitto sarebbe la Provincia che si accingerebbe a scacciarli, ma i passeri veri, evocati e mai nominati, sono gli studenti dell’alberghiero che, ipso facto, si accingerebbero a occupare il loro nido. Dimenticano gli autori del volantino, che le scuole sono state costruite con i soldi di tutti, che tutti ne siamo padroni e la vera sciagura è usarle male, come avviene adesso. L’edificio dell’Itc è occupato per poco più della metà dei suoi spazi e quello delle industriali ancora meno. Decine di aule inutilizzate, o pseudo utilizzate, ma trattate come fossero cosa propria, mentre la collettività è costretta a pagare affitti salatissimi per la sede dell’alberghiero. Si trasforma, con questo volantino, un problema logistico e organizzativo, in una guerra di campanile, per cui gli arroganti assessori provinciali di Lanusei e Villagrande vorrebbero decidere del futuro di Tortolì, e per difendere il proprio “orto” si chiama in causa la stessa amministrazione comunale, che sarebbe stata espropriata delle sue prerogative, e se ne auspica l’intervento. Non siamo mai stati teneri con la Provincia ne abbiamo criticato i troppi errori e l’assenteismo, ma  proprio per questo sappiamo riconoscere quando questo Ente compie il proprio dovere. L’aver sbagliato in passato non è una motivazione sufficiente per impedirle di agire oggi, se il fine è giusto e nell’interesse della collettività. È un momento difficile quello che stiamo attraversando, da cui si può uscire solo col contributo di tutti con la rinuncia di ognuno a qualche piccola rendita di posizione. Tornando alle metafore green, chi dice “Sì, ma non nel mio giardino”, come scrivevamo tempo fa, non ha nessuna intenzione di dare il suo contributo.

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Maggio 2013 20:08
 
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