Tortoweekend Politica. Analisi del pre-incarico a Bersani: pro e contro il suo successo
TortoWeekend
Venerdì 22 Marzo 2013 22:15

pierluigiFrancesco Matteini, il 22 mar 2013


Un nuovo voto a distanza ravvicinata potrebbe essere il colpo mortale per la situazione economica italiana. Questa spada di Damocle sulla testa del Paese è il jolly in mano a Pierluigi Bersani.
 
Il segretario del Pd sa che l’incarico (non incondizionato) appena affidatogli dal Presidente Napolitano è una sorta di mission impossible. Ma ha anche la consapevolezza che c’è un ampio consenso, seppure in ordine sparso, a dare un governo più o meno stabile all’Italia, allo scopo di far ripartire l’economia.
 
Il finale del breve discorso di Bersani è molto indicativo. L’annuncio che consulterà le parti sociali non è stato buttato a caso. Le aziende annaspano e molte chiudono. I lavoratori hanno sempre maggiori difficoltà ad arrivare a fine mese. Sindacati e Confindustria “uniti nella lotta” contro una possibile guida politica precaria e incerta.
 
L’estrema debolezza della posizione in cui si trova il segretario del Pd, ne diventa paradossalmente la forza. Bersani ha detto che si muoverà cercando “equilibrio e ponderazione”. Ha pronunciato le parole “governo di cambiamento” e “riforme costituzionali e politico-elettorali”. Enunciati largamente condivisi da tutte le forze politiche. Ecco le “clausole” impostegli da Napolitano per ottenere l’incarico. Ma soprattutto ha lanciato il messaggio di coinvolgimento alle forze sociali. Una sorta di velato appello perché anch’esse si muovano per aiutare il governo a trovare un appoggio che al Senato, al momento, non esiste neanche nelle ipotesi. Scendano in campo i veri “poteri forti”. Quelli di chi produce la ricchezza del Paese: le imprese e chi vi lavora. Se il filo della spada di Damocle si spezza non ci saranno vincitori. Solo macerie e sconfitti.

 

Fonte squer.it

 
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