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Virdis non torna sui suoi passi: "Ci rimetto, ma non mi adeguo"
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Scritto da Antonio Farinola   
Mercoledì 20 Marzo 2013 11:56

 

TortoliVirdissTORTOLI’ - Settimana rovente per Giuseppe Virdis, tecnico del Tortolì, che nei giorni scorsi ha annunciato pubblicamente la decisione di dimettersi dalla carica ricoperta in questa stagione per protesta contro le condizioni vergognose in cui versa il campo 'Fra Locci'. Non lo dice apertamente, lasciando spazio, forse, a qualche ripensamento, ma leggendo tra le righe è chiaro che il tecnico non sembra propenso a tornare sui suoi passi.

 

- Una decisione che ha spiazzato tutti, compresi dirigenti e giocatori.

“L’ho presa il giorno prima di annunciarla con un comunicato. Mi son ritrovato per l’ennesima volta a dirigere un allenamento con meno di dieci giocatori, essendo tutti gli altri alle prese con algie plantari, tendiniti e pubalgie. Non potendo allenare gli aspetti tattici e tecnici per preparare le partite ho pensato che non ero in grado di sopportare più questa situazione e che in qualche modo dovevo reagire e portare all’attenzione della comunità tortoliese un problema serissimo”.

 

- La squadra e la dirigenza come hanno reagito?

“Sinceramente mi son concentrato sulla partita importantissima con il Sant’Antioco. Malgrado assenze e acciacchi i ragazzi sono stati ancora una volta straordinari battendo un avversario di alto livello. Dopo la partita non ho voluto guastare il clima festoso e ho salutato tutti senza particolare enfasi. Forse in molti hanno confuso il mio gesto simbolico col mio frequente ricorrere al rimettere il mandato nelle mani della società quando i risultati non sono positivi. Forse hanno pensato che non facessi sul serio”.

 

- Probabilmente la sua protesta finirà come sono finite tutte le cause sportive degli ultimi tempi, ovvero con un nulla di fatto. Non crede che questo possa solo danneggiare il club e tutto il lavoro che lei ha fatto finora?

“Non scherziamo. La stagione è stata straordinaria. Gli allenatori sono di passaggio, ma l’idea di puntare su giovani e giocatori locali si è rivelata vincente. Sono sicuro che la società continuerà su questa strada. Certo, dovrà cercare soluzioni al problema del campo. Speriamo non sia lasciata sola”.

 

- Tra pochi giorni inizierà il Torneo delle Regioni e la città ha perso una grande occasione. Il 'Fra Locci', infatti, doveva essere il teatro di molte gare della competizione, ma gli ispettori della Figc sono andati via indignati dopo il sopralluogo per le condizioni del manto erboso, se così vogliamo definirlo. Anche questo, però, non è servito per muovere le acque. Come pensa che il suo gesto possa davvero cambiare qualcosa?

“Ci sono studi scientifici sulla maggiore incidenza dei campi in erba sintetica in generale riguardo a problemi tendinei e muscolari. Per noi addetti ai lavori sono cose note, ma non ci sono studi scientifici su campi sintetici completamente privi di erba come il Fra Locci. Ovviamente situazione improponibile. Allenarsi in questo campo è devastante per muscoli, tendini e articolazioni Tra l’altro quello dello stadio tortoliese era un tappeto sintetico di vecchia generazione e pertanto problematico e inadeguato sin dall’origine. Le battute dei non addetti ai lavori su giocatori delicati e viziati o sui campi in cui si giocava 40 anni fa sono legate appunto a scarse conoscenze su tali questioni e sui ritmi del calcio contemporaneo”.

 

- Il suo è stato uno sfogo, ma in esso c'erano un velato attacco alle Istituzioni e un chiaro riferimento alla rivalità deleteria che c’è tra Castor e Tortolì.

“Un' autodenuncia piuttosto. Non un velato attacco alle Istituzioni, che sono espressione di una comunità ben più vasta, ma a un diffusissimo e deleterio modo di essere. Ho detto che in Ogliastra purtroppo tendiamo a procedere divisi anche quando unirci provocherebbe vantaggi reciproci e che inoltre siamo affetti da una gravissima forma di apatica e indolente abitudine alla rassegnazione e al peggio. Inoltre non mi riferivo solo a stupide rivalità cittadine. Ma a qualcosa di molto più radicato e che non sopporto più”.

 

- Crede che il fatto che l'Assessore allo sport, Marcello Ladu, sia al contempo un 

supporter 

della Castor possa in qualche modo ostacolare la possibilità di un rinnovamento del Fra Locci? Da tempo, infatti, si parla di un ammodernamento del Zinnias, quartier generale della Castor appunto.

 

“Spero che tutte le squadre della più grande cittadina ogliastrina possano avere strutture sportive adeguate. Lo sport ha una funzione sociale enorme e direi anche prioritaria. Per quanto riguarda l’Assessore allo sport immagino sia stato eletto anche grazie ai voti dei tifosi del Tortolì. In assenza di fatti acclarati e documentati che evidenzino un trattamento di favore di una società rispetto all’altra penso di poter escludere una cosa del genere”.

 

- Ora, però, tutti vogliono sapere. Cosa ha deciso di fare? Confermerà le sue dimissioni o resterà alla guida della squadra almeno fino al termine della stagione come chiede il club?

“Non ho ancora avuto modo di sentire la società in merito. Molti tifosi, colleghi e giocatori mi hanno chiesto di restare. Mi ha fatto molto piacere. Il mio gesto non pretendeva soluzioni magiche, ma attenzione diffusa e attiva per un problema serissimo in una comunità di cui l’Amministrazione comunale, alle prese con le priorità dettate dalla crisi economica, è solo rappresentanza. Di fronte a indolenza e rassegnazione non mi sento di potermi adeguare. Lo devo a me stesso. Spero solo sia chiaro che lo faccio per la società calcistica e per Tortolì, sperando di accelerare i tempi e sollecitare attenzione con un gesto simbolico. Io ci rimetto parecchio da diversi punti di vista. Ma non mi adeguo”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Marzo 2013 16:10
 
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