Tortoweekend Viaggi. L'Australia dentro di noi
TortoWeekend
Venerdì 01 Marzo 2013 16:44

 

fullUn serpente di metallo di venti vagoni, una coppia di rotaie che corre per migliaia di chilometri e un contrasto di antichi ed estenuanti percorsi carovanieri e moderno lusso: tutto questo è il Ghan, il celebre treno che attraversa il continente australiano da Sud a Nord, un viaggio nell’Australia più vera, ma anche nelle profondità più remote dell’animo che solo il deserto sa risvegliare. Il viaggio più sognato dagli ozzies inizia ad Adelaide, nel South Australia con questo lungo convoglio che parte due volte a settimana per una traversata di oltre 50 ore. Come nelle descrizioni degli antichi pellegrinaggi, la stazione raccoglie frammenti di umanità uniti dal viaggio: studenti armati di zaini e sacco a pelo per affrontare la fredda notte del deserto e anziane coppie felici di celebrare le nozze d’oro avvolti nel lusso delle carrozze Platinum Service. Nell’ultimo vagone, dove si trovano i Red Seats, ossia i semplici ed economici sedili, comunque paragonabili ai posti della business class degli aerei, si respira aria di avventura, mentre il fascino aumenta risalendo i venti vagoni che compongono il treno, con gli interni che diventano sempre più raffinati e le cabine che lasciano volare la fantasia verso l’idea che si può avere dell’Orient Express ai tempi del suo massimo splendore. Bastano pochi minuti e le case di Adelaide vengono subito lasciate alle spalle e l’orizzonte si allarga, ma è passata Port Augusta, a circa duecento chilometri di distanza, che si inizia a respirare l’aria del deserto. Il terreno inaridisce e si fa strada il sentimento di suggestiva solitudine, mentre il tramonto tinge di rosso la già rossa terra. I viaggiatori non mancano, ma capita di trovarsi soli col rumore delle rotaie che scorrono e il treno che taglia in due il mondo: da un finestrino la luce del sole sfuma in mille colori, mentre dall’altra parte la luna porta la notte nel deserto sconfinato. Il vagone ristorante fa intrecciare diverse storie: ci sono Michel e Michela, italiani della valle d’Aosta in viaggio di nozze, Roger e Sandy di Adelaide in viaggio per incontrare la figlia che lavora, isolatissima, a Uluru, il famoso monolite simbolo dell’Australia. A Bryan Casey, anziano signore di Sydney, chiedo cosa significhi per lui l’Australia e la risposta è a botta sicura: libertà! Non si può dargli torto, perché questo viaggio in treno contiene i due principali sentimenti che l’Australia risveglia: da un lato l’infinito senso di libertà che una terra sottopopolata e in parte ancora inesplorata può dare, dall’altro la costante sensazione di impotenza dovuta al fatto di sentirsi ospiti della terra e della natura che in Australia predomina, riducendo la presenza umana a piccoli insediamenti sparsi in questo infinito continente. E non è un caso se questo paese è chiamato da chi lo abita Oz: non mancano i tratti della fiaba e del mondo incantato, quel mondo che il capotreno Jamie Martin vede ad ogni viaggio quando si affaccia fuori dal finestrino o ammira l’alba farsi strada nel buio della notte del deserto.

 

 
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