Tortoweekend Politica. I grillini rimuovono l’assessore incinta
TortoWeekend
Venerdì 15 Febbraio 2013 18:37

 

agnolettoLei: “Ragionano come due secoli fa”

Roberta Agnoletto, assessore Cinque Stelle di Mira

La Agnoletto, avvocato, «silurata» in gravidanza dal comune di Mira

«Volevano portare aria nuova, ma non rispettano neppure i diritti»

«Incredibile. Un movimento nuovo che fa ragionamenti vecchi di due secoli». Roberta Agnoletto, assessore Cinque Stelle del Comune di Mira, si è vista togliere le deleghe perché incinta. «Un problema per la Giunta» dice la Agnoletto, avvocato, che ufficialmente, spiega, «non è ancora stata rimossa». Sa che la decisione è presa, indietro non si torna. È alla trentacinquesima settimana, libera professionista. «Avrei lavorato fino all’ultimo giorno e avrei ricominciato una settimana dopo il parto» dice.

Impossibile. Perché durante una passeggiata la presidente del consiglio comunale Serena Giuliato è stata tranchant. «Dobbiamo sostituirti». Una beffa del destino, perché qualche giorno fa, proprio a Marghera, Beppe Grillo si è soffermato a lungo sui diritti delle donne in maternità. «E infatti io non colpevolizzo il movimento a livello nazionale» spiega la Agnoletto. «Ma bisogna essere folgorati per prendere una decisione del genere. Hanno fatto tutto i dirigenti locali».

Spiega la Agnoletto che l’arrivo del primo figlio non avrebbe intaccato l’impegno sul territorio. Replica alle accuse della Giuliato, che racconta di un assessore «poco presente». «Non è il modo di risolvere i problemi. Certo, mi sono assentata per visite e controlli, ma il mio lavoro l’ho sempre portato avanti» dice. Delusa dai Cinque Stelle? «Io ci credo ancora. Abbiamo portato una ventata di novità in politica. Ma così si torna all’800».

La vicenda della Agnoletto rimbalza rapida dai social network alla segreterie dei partiti. «Davvero incredibile la notizia che viene da Mira, in provincia di Venezia, dove la giunta del Movimento Cinque Stelle revoca le deleghe all’assessore Roberta Agnoletto perché incinta» attacca Valeria Fedeli, capolista Pd per il Senato in Toscana. «La legge afferma che le donne hanno il diritto di rimanere al lavoro anche con una gravidanza e l’amministrazione di Mira sta violando questo principio. Alla prova del governo, il Movimento Cinque Stelle sembra perdere il suo sbandierato nuovismo, viola i diritti basilari delle donne e si rinchiude dentro a un punto di vista retrogrado che mostra una preoccupante inadeguatezza» aggiunge.

«L’episodio di Mira riferisce il vero modo di fare politica del M5S, un movimento in cui non esiste alcuna forma di democrazia interna tra gli stessi militanti e amministratori pubblici» aggiunge Oreste Pastorelli, tesoriere nazionale del Psi, candidato alla Camera nelle liste del Pd in circoscrizione Veneto 2. «Un episodio simile - continua Pastorelli - denuncia il profondo disprezzo e l’emarginazione di cui è fatto oggetto chi, per ragioni diverse, non si allinea a codici di comportamento che investono anche la sfera privata»

Durissima anche Monica Cerutti, responsabile nazionale Diritti di Sinistra Ecologia Libertà :«Il sindaco di Mira è fermo al periodo dei templari: licenziare una donna perché è incinta è da Medioevo. La maternità è un valore non può diventare una discriminante».

(Fonte La Stampa, Giuseppe Bottero)

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Febbraio 2013 10:33
 
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