Tortoweekend Reportage. Dalle arance alle magliette: il progetto Orange Fiber
TortoWeekend
Venerdì 01 Febbraio 2013 15:01

 

OrangeFiber“Secondo i nostri calcoli, in media ogni anno in Italia il 30% della produzione di arance finisce al macero. Perché non utilizzarle per creare abiti e pantaloni?”. La scommessa di Orange Fiber, uno dei dieci progetti selezionati da “Changemakers for Expo Milano 2015“, il programma di accelerazione d’impresa promosso da Telecom Italia ed Expo Milano 2015, parte da qui. Ma l’idea è nata molto prima, in un appartamento milanese che le due fondatrici del progetto, la designer Adriana Santanocito, 35 anni, e la professionista della comunicazione Enrica Arena, 27, condividevano. Entrambe catanesi, entrambe a Milano per studio e lavoro, hanno “costruito” la loro idea giorno dopo giorno, chiacchierando di progetti e passioni.

Tra gli agrumi ed i tessuti, le nanotecnologie: “Le proprietà delle arance vengono immagazzinate in microcapsule da fissare sul tessuto. Resistono fino a 40 lavaggi”, spiega Adriana. In gergo, si definiscono tessuti cosmetici. Ma l’applicazione non è solo cosmetica, come sottolinea Enrica: “I capi funzionano un po’ come una crema per il corpo: una volta indossati, rilasciano sulla pelle le sostanze contenute nelle microcapsule. Gli agrumi hanno proprietà anti-ossidanti, ma bisogna anche ricordare che la vitamina C è una delle più volatili: grazie al nostro progetto, sarà più facile garantirne il fabbisogno giornaliero”. In cantiere ci sono già una collezione di dieci capi, ispirata al concetto dell’abbraccio, e una collaborazione con associazioni di donne in difficoltà e persone svantaggiate per la realizzazione degli abiti. Nel team, oltre ad Adriana ed Enrica, ci sono anche la 28enne Paola Bonaccorsi, laureata in economia e management, Stefania Cauzo, 27enne laureata in economia aziendale, e Manfredi Grimaldi, 32 anni, esperto di economia agroalimentare.

Dal 1 marzo al 30 aprile il team vivrà nel campus tecnologico di Make a Cube, il primo incubatore in Italia specializzato in imprese ad alto valore sociale e ambientale. La selezione, che ha coinvolto oltre 580 progetti, è infatti solo il primo step del concorso: le dieci idee vincitrici verranno sviluppate e, al termine del periodo di lavoro nel campus, presentate ad una platea di possibili investitori e partner aziendali. “Orange Fiber ci ha colpito perché, nel suo campo, parte da un concetto abbastanza rivoluzionario: creare un capo di vestiario che faccia bene al corpo. E oltre alla moda e al benessere, punta anche a risolvere un problema ambientale“, racconta Matteo Bartolomeo, Ceo di Make a Cube. Ma risponde pure a uno dei requisiti indicati da Andrea Costa, il responsabile del programma Expo 2015 per Telecom Italia, e cioè “fare in modo che la tecnologia non sia fine a sé stessa. Cambiando la vita, in meglio, a milioni di persone”.

Fonte Greta Sclaunich

 
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