Tortoweekend Nazionale. Fu «accusato» da Striscia la Notizia Impiegato suicida un anno dopo
TortoWeekend
Venerdì 18 Gennaio 2013 14:48

 

strisciaFu filmato al Catasto mentre accettava 20 euro?I colleghi: «È morto dopo un atto di sciacallaggio»

NAPOLI — «Cattiva prassi al Catasto di Napoli». Sono le 21 di martedì 24 gennaio 2012 quando Luca Abete, avellinese 40 anni, inviato di punta di «Striscia la Notizia» denuncia in prima serata su Canale 5 l'ennesimo episodio di malcostume all'interno di un ufficio pubblico.

LA VICENDA - La telecamera giustiziera di «Striscia» fa luce su un brutto andazzo: al Catasto immobiliare di via De Gasperi — questa l'accusa del servizio tv — c'è chi accetta «mazzette» per consegnare documenti, mappe catastali a persone che non ne avrebbero titolo in cambio di piccole cifre: venti euro al massimo. L'inviato prima intervista persone, rese irriconoscibili, che spiegano il meccanismo, poi decide di passare all'azione. Si fa aiutare da una donna che accetta di fare da agente provocatrice. Telecamera nascosta, è lei a entrare in ufficio e chiedere una planimetria per conto di altri senza esibire la delega come invece dispone la legge. Alle rimostranze dell'impiegato la donna allega 20 euro alla pratica. La scena clou, quella in cui scatta la trappola, dura due o tre secondi ma rivista adesso, dopo il suicidio del dipendente pubblico, appare una drammatica sequenza al rallentatore. Si vedono i venti euro comparire dalla borsa dell'agente provocatrice, si vedono le dita di lei sormontate da lunghe unghie appuntite e laccate di rosso, mentre fanno aderire la banconota azzurrina alla pratica. È il momento del rallenty tv ma anche quello della verità: l'impiegato può rifiutare sdegnato o può accettare i soldi ed entrare in un tunnel che lo porterà alla morte. Passa un attimo che sembra un'eternità nella sospensione di un gesto che avrà conseguenze tragiche.

IL FILO DELLA VITA - Viene in mente il mito greco delle Moire: dalla conocchia di Cloto si dipana il filo della vita, Lachesi dispensa quel filo che rappresenta la sorte di ogni essere umano. Atropo infine, l'inflessibile, taglia senza pietà quel filo e con esso la vita... Le immagini tornano a scorrere veloci: si vede, dunque, l'impiegato allo sportello allungare la mano, prendere la banconota e metterla da parte. Dopo un po' ecco spuntare la planimetria. La trappola è scattata. Lo «scoop» è riuscito, l'indignazione del pubblico a casa è assicurata, l'impiegato presunto corrotto, ma a sua volta vittima di un drammatico Truman show, è inchiodato alle sue responsabilità agli occhi di milioni di telespettatori. Greggio e Hunziker possono fare «ahi, ahi» con le mani in segno di pubblica riprovazione. Applausi e dissolvenza.

UN LANCIO NEL VUOTO - Un anno dopo, le cinque di ieri mattina. Un uomo calvo di mezz'età, baffoni e occhiali, apre il balcone al settimo piano della sua casa in via Filippo Maria Briganti a Napoli, si sporge e poi si lancia nel vuoto restando ucciso sul colpo. È Lucio Montaina, l'impiegato del Catasto incastrato da «Striscia» con i venti euro tra le mani. Lascia la moglie casalinga e due figli.

«Questa volta Striscia la Notizia si è macchiata di un'azione di sciacallaggio, Lucio era un impiegato perbene, non era certo uno che chiedeva tangenti, come si vede dal filmato quei 20 euro glieli hanno offerti...». Nella sede del Catasto di Napoli ieri mattina le lacrime e la rabbia dei colleghi di Montaina, quelli che non ci stanno a passare per corrotti e che adesso dicono: «È giusto perseguire chi ruba e chi commette illeciti, ma non si può braccare un uomo come se fosse un delinquente. Lucio era una persona perbene, non accettiamo questa condanna televisiva senz'appello».

UN ANNO DI TORMENTI - Una circostanza sconcerta: Montaina si è ucciso dopo un anno di tormenti per aver accettato quei maledetti venti euro senza aver ricevuto nemmeno un avviso di garanzia. Lo racconta Salvatore Iossa, sindacalista e compagno di lavoro del morto: «L'amministrazione dell'Agenzia del Territorio l'aveva denunciato e poi licenziato in tronco. Lucio (in realtà era un funzionario di VI livello) aveva presentato ricorso e il giudice del lavoro l'aveva accolto. Reintegrato per qualche mese era stato trasferito ad altro incarico, poi però l'ente aveva presentato appello contro il reintegro e aveva vinto, Montaina era tornato a casa senza un lavoro. Ora stava cercando di arrivare a un'intesa con l'ufficio accettando un periodo di sospensione invece del licenziamento. Domani (oggi per chi legge, ndr) avrebbe dovuto partecipare a un'udienza invece celebreremo il suo funerale».

IL SILENZIO DI MEDIASET - Tace Mediaset: «Non abbiamo dichiarazioni da fare» spiega l'ufficio-stampa. Non commenta Luca Abete, autore del servizio. Mentre al Catasto di Napoli tutte le sigle sindacali firmano un documento unitario anche per ribadire «che qui lavorano tante persone perbene e comunque Lucio non era un delinquente». Spiega ancora Iossa: «Eravamo noi ad aiutare lui e la sua famiglia visto che è rimasto per mesi senza stipendio; ci siamo tassati e abbiamo raccolto dei soldi che abbiamo fatto in tempo a consegnargli. È venuto a trovarmi l'altra mattina, era un uomo sconvolto. Mi hanno teso una trappola, sono degli sciacalli ripeteva...purtroppo è finita così».

Non si nasconde dietro un dito Antonio Graziano, coordinatore Uil: «Premesso che è doveroso fare pulizia contro gli atteggiamenti sbagliati o illegali negli uffici pubblici — dice — non si può accettare ciò che è accaduto. Resta il dolore per la morte di un collega e poi il rammarico perché ci si scandalizza davanti ai 20 euro mentre non si approfondiscono aspetti molto più gravi che riguardano la gestione degli uffici e che noi denunciamo da anni».

L’ULTIMO ATTO - Ultimo dettaglio non trascurabile in questa triste vicenda: alla moglie di Montaina l'Inpdap dovrà assegnare la pensione di reversibilità, atto dovuto di giustizia nei confronti di un uomo che ha pagato con la vita un gesto di debolezza sicuramente censurabile ma senza poter godere di tutele parlamentari, leggi ad personam, legittimi impedimenti o altri pasticci giuridico-legali del genere. Ieri in ufficio l'ennesima colletta per comprare un mazzo di fiori da mettere sulla scrivania di Lucio, l'impiegato coi baffoni che accettò venti euro da una misteriosa Mata Hari con inquietanti e appuntite unghie laccate di rosso.

Roberto Russo


Fonte Corriere del Mezzogiorno

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2013 22:53
 
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