Province Nuoro e Ogliastra: 71 imprese in meno
Tecnologia
Venerdì 04 Maggio 2012 00:00

 crisiNon è stato un buon inizio d'anno quello del 2012. Secondo la Confesercenti, infatti, sono ben 71 le imprese che sono andate perdute nel primo trimestre di quest’anno nelle province di Nuoro e dell'Ogliastra. Precisamente all'appello ci sono 51 imprese del commercio e 20 del turismo in meno. Un dato decisamente negativo, calcolato sulla base delle iscrizioni e delle cancellazioni al registro CCIAA: nei primi tre mesi, ci sono state 93 iscrizioni (71 commercio e 22 turismo) e ben 164 cancellazioni (122 commercio e 42 turismo).  Insomma, l'anno è partito con un saldo negativo. Si tratta di un dato in linea con i numeri regionali. In tutta l'isola, infatti, si sono registrate 616 imprese in meno (148 nel settore del commercio e 168 in quello del turismo). Sono numeri che confermano la tendenza negativa già registrata nell'anno precedente, la fotografia di un territorio duramente colpito dalla crisi e, dice la Confesercenti, da “una pressione fiscale in costante crescita”.

“Le cose peggiorano giorno dopo giorno, si legge nel comunicato dell'associazione, nell'indifferenza più totale di chi ha responsabilità politica e di governo; un saldo negativo di 71 imprese nei primi tre mesi dell'anno corrispondono a circa 120-130 posti di lavoro in meno e probabilmente a fine anno, se si dovesse confermare questo trend, il nostro territorio perderà nei due settori quasi 400 addetti”.

L'imprenditoria in Ogliastra ha vita davvero difficile e i numeri sulla disoccupazione destano allarme, anche alla luce della cronaca recente che riporta sempre più spesso storie di disperazione legata alla perdita del lavoro. L'ultima ha avuto teatro proprio a Nuoro, dove un uomo non ha retto la chiusura della propria impresa e il fatto di aver dovuto licenziare i suoi stessi figli.

Sempre secondo il comunicato della Confesercenti Nuoro - Ogliastra, i commercianti sono vittime di una “campagna di criminalizzazione” che li vorrebbe “unici responsabili dell'evasione fiscale del paese”. La sensazione dell'associazione è che “i governanti non abbiano idea di quale sia la reale situazione in cui si trovano a operare le nostre piccole e medie imprese”. Un commento amaro, riflesso della grave crisi che colpisce le famiglie e di una politica percepita come sempre più lontana.  

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Maggio 2012 14:18
 
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