Crisi, pagano sempre i lavoratori
Tecnologia
Venerdì 08 Giugno 2012 00:00

cassaintegrazOltre il danno la beffa per i lavoratori del comparto edile e nautico ogliastrino, i settori più gravemente colpiti dalla crisi e che hanno subìto la più alta percentuale di licenziamenti. Molte aziende hanno chiuso e quelle che invece resistono tra mille difficoltà, sono state obbligate a contrarre l'attività lavorativa, quindi a ridurre le ore di lavoro per evitare i licenziamenti e con i loro dipendenti attualmente in cassa integrazione. Peccato però che la Ras abbia fatto male i conti e i 30 milioni di euro destinati a questi ammortizzatori sociali sono finiti. Difatti da gennaio 2012, 280 lavoratori in mobilità in deroga e 320 cig in deroga non ricevono la cassa integrazione perché la Regione ha fatto male i conti non prevedendo un tasso cosi alto di cassintegrati.

Parliamo della situazione con i diretti interessati, un gruppo di lavoratori del comparto edile e nautico che si trova al sindacato Fisca Cisl Ogliastra (ultimamente capita spesso). Il disagio sociale è alle stelle, all’orizzonte s’intravedono solo nubi. Uno di loro racconta: “Lavoro da sette anni nell'edilizia e dall'anno scorso sono in cassa integrazione, la mia ditta ha ridotto drasticamente le ore per non licenziarci, lavoro solo 10 giorni al mese, il resto dei giorni sono in cassa integrazione che non ci viene pagata da sei mesi. E' difficile andare avanti in questo modo, sono sposato e ho figli, ma purtroppo non posso neanche trovarmi un altro lavoro. Avrei voluto fare la stagione estiva, ma non posso perché il mio contratto non me lo permette. Per sopravvivere devo comunque trovare un lavoro e sarò costretto a farlo in nero. Mi ritengo fortunato perché almeno ho la casa di proprietà, altrimenti non ce la farei”. Nella stessa situazione ce ne sono tanti altri che, per arrivare alla fine del mese, sono costretti a lavorare in nero oppure a coltivare un pezzo di terra o allevare animali. Un altro operaio del gruppo ci confida: “Avrei voluto sposarmi quest'anno, crearmi una famiglia, ma non è possibile, non sono nemmeno in grado di pagare un affitto. E' una situazione insopportabile”.

Proprio così, non basta la crisi, questi ritardi nei pagamenti portano purtroppo all'incentivazione del lavoro nero e non certo alla motivazione di crearsi una famiglia. Quale soluzione allora? Il governo dovrebbe stabilire a giorni le forme per liquidare i soldi alla Ras, in settimana c’è stato un incontro con il ministro della coesione sociale. “Sono necessari più di 60 milioni di euro per saldare tutti i cassintegrati- afferma Maurizio Piras segretario Fisca Cisl- fino ad ora è stato coperto solo un terzo dell'anno, mancano ancora i due terzi. Non ci sarebbe stato bisogno di tutto questo se avessero fatto partire i cantieri dell'edilizia (strade statali incompiute 125 e 389) e le infrastrutture. E' necessario utilizzare tutti i canali per influenzare la politica a livello regionale, - continua- altrimenti loro decideranno a prescindere dai nostri problemi, bisogna unirsi e fare coesione”. Il 9 giugno si scende in piazza anche per questo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Giugno 2012 10:45
 
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