Tortoweekend Esteri. Nagorno Karabakh: dovere delle Nazioni Unite riconoscere l'autonomia
TortoWeekend
Venerdì 04 Gennaio 2013 16:57

 


NagornoKarabakhTalal Khrais (Yerevan) - Tutti noi sentiamo il dramma di un popolo solo quando scoppiano i conflitti, con giornalisti che corrono per avere l’esclusiva dell’evento: vittime, bombe, storie da raccontare. Ma poi, passato qualche tempo si dimentica tutto. Conoscere la storia non rende solamente giustizia alle sue vittime ma ci aiuta ad imparare e a far maturare la nostra coscienza, aiuta la cooperazione tra i popoli e i governi. Come giornalista esperto di conflitti mi sento responsabile di non avere seguito la questione del Nagorno-Karabakh (Artsakh). Una regione che ha il diritto e tutte le carte in regola per essere riconosciuta autonoma. La posizione ambigua della Comunità Internazionale, in particolare del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e le provocazioni turche hanno lasciato Armenia e Azerbaijan in uno status di guerra permanente. La Comunità Internazionale deve muoversi con decisione perché il cessate il fuoco del 1994 non viene più rispettato e ci sono nuove violazioni che spingono verso un nuovo conflitto. L’ultimo caso è avvenuto il 6 giugno 2012 quando alcune sparatorie tra i due eserciti hanno causato la morte di otto soldati. Il ministero della difesa azero afferma che i primi ad attaccare sarebbero stati i militari armeni al nord della linea di confine tra i due paesi, ma gli osservatori internazionali credono invece alla versione armena secondo cui i militari azeri avrebbero attaccato in un altro villaggio vicino al confine il giorno precedente uccidendo tre militari armeni. Il Nagorno-Karabakh è una regione del Caucaso meridionale che si è autoproclamata indipendente circa vent’anni fa: la popolazione è a stragrande maggioranza armena e cristiana ma, fino alla dissoluzione dell’URSS il Nagorno-Karabakh era nell’orbita della Repubblica Socialista Sovietica Azera. È una regione vasta circa 11mila chilometri quadrati. La sua storia è piene di tragiche pieghe. Negli anni venti la regione, allora parte della Transcaucasia, era stata promessa all’Armenia dai bolscevichi. Poi però Stalin cambiò idea e per ingraziarsi la Turchia, dove voleva esportare il comunismo e che era alleata degli azeri, creò l’Oblast (“regione amministrativa” in russo) autonomo del Nagorno-Karabakh che venne inglobato a sua volta nella Repubblica Socialista Sovietica Azera, contro la volontà degli abitanti armeni e di fede cristiana, mentre l’Azerbaijan è tradizionalmente di religione musulmana sciita. Alla fine degli anni Ottanta, quando la regione approfittò della disgregazione dell’Unione Sovietica per staccarsi definitivamente dall’Azerbaijan esplosero le tensioni. Nel 1988 il Parlamento del Nagorno-Karabakh dichiarò la propria indipendenza, gli azeri si rivolsero all’Unione Sovietica per bloccare la secessione ma da Mosca nessuno fece nulla. Il 30 agosto 1991 l’Azerbaigian vota la propria indipendenza dall’Unione Sovietica. Tre giorni dopo il Soviet del Karabakh si pronuncia per il totale distacco dall’Azerbaigian. Scoppiò allora la guerra del Nagorno-Karabakh, che ufficialmente si è combattuta tra il 1991 (quando il Nagorno-Karabakh proclamò ufficialmente la nuova repubblica) e il 1994, ma le cui operazioni militari e alcuni episodi di pulizia etnica, seppur a corrente alternata, erano cominciati già nel 1988. Il 5 maggio 1994 è stato firmato a Bishkek, in Kirghizistan, un cessate-il-fuoco che però spesso negli ultimi anni non è stato rispettato. Senza troppa filosofia e tante teorie, visitando la Regione Autonoma si capisce che é una terra armena, da sempre abitata dagli armeni che hanno sempre costituito la maggioranza assoluta della popolazione. Non sono mancati periodi nei quali è stata sottoposta a dominazioni straniere (in particolare persiani e russi) ma questo non fa venire meno la sua armenità. Basta osservare le caratteristiche peculiari della sua cultura, la lingua e la religione cristiana. L’alfabeto armeno, ideato dal monaco Mesrop Mashtots, è nato proprio tra le sue montagne (nel monastero di Amaras nel quinto secolo). Il Kosovo, che pure non si trovava nella stessa situazione del Karabakh, ha ottenuto piena indipendenza; anzi in difesa dei kosovari l’occidente ha militarmente attaccato la Serbia. Perché la situazione del Nagorno Karabakh dovrebbe essere trattata diversamente? La Turchia, in questo scenario rappresenta un elemento di instabiltà non solo per il Medio Oriente ma anche per il Centro Asia. L’Azerbaigian è uno storico alleato politico della Turchia che dal 1993 tiene chiusa la propria frontiera con l’Armenia proprio per solidarietà con il consanguineo popolo azero. Così come la diplomazia internazionale ha paura di urtare Ankara sul tema del genocidio armeno del 1915 allo stesso modo e per le stesse ragioni cerca di mantenere un basso profilo sulla questione karabakha. Nel prossimo conflitto non sarà solamente l’Armenia ad essere coinvolta ma anche la Russia che non vuole un Azerbaijan prepotente per questioni geopolitiche ed economiche, e l’Iran, che è da molti anni in conflitto con l’Azerbaijan, nonostante siano entrambi paesi musulmani.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Gennaio 2013 17:04
 
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