Saipem padrona del Porto. Dov'è finita la politica?
Editoriale
Venerdì 30 Novembre 2012 09:34

 

SAIPEMLa confusione regna sovrana nella zona industriale di Tortolì-Arbatax. La Saipem continua a fare il bello e il cattivo tempo per quanto riguarda l’organizzazione del cantiere, che sempre più diventa l’ostacolo principale alla trasformazione di Arbatax in un vero borgo turistico. La sola presenza del cantiere ne pregiudica l’aspetto estetico e l’utilizzo di recinzioni da stato di guerra, inspiegabile e intollerabile in un contesto ambientale e paesaggistico di quel valore, sono la classica goccia che fa traboccare il vaso. Ma anche l’organizzazione del lavoro e le prospettive sulle nuove commesse dopo la prossima primavera sono un elemento di forte preoccupazione che ha risvegliato i sindacati dal torpore riportandoli sul piede di guerra. Definiscono infatti, ingiustificabile il massiccio ricorso allo straordinario, il forte impiego di maestranze provenienti da altre aree della Sardegna e del continente, il rifiuto di Saipem di incontrare le rappresentanze dei lavoratori per discutere di questi temi. Il tutto in assenza di un piano industriale. C’è anche da dire che la ipotizzata scuola di formazione per saldatori pare ormai caduta nel dimenticatoio, diventata oggetto di polemica fra il consigliere regionale Pdl Angelo Stochino e l’assessore provinciale al lavoro Mimmo Lai, del Pd, probabilmente più preoccupati di stabilire chi gestirà questo nuovo serbatoio di clientele che di risolvere l’annoso problema. Ma la confusione non si limita a questo. Il piatto forte dello scontro politico è tutta interna al centrodestra. L’oggetto del contendere sono i 20 milioni di euro per l’infrastrutturazione delle aree ex cartiera che sta portando allo scontro frontale fra il sindaco Mimmo Lerede e il commissario del consorzio Mauro Pilia, ambedue del Pdl. L’assegnazione di queste risorse al comune di Tortolì, come richiesto dal sindaco, decreterebbe di fatto la morte del Consorzio Industriale che si vedrebbe sottratto l’unico strumento che ne giustificherebbe l’esistenza e che darebbe un senso al suo ruolo. Al contempo, la provincia dorme, o forse è morta, vittima della propria inattività e inutilità.  Al solito, la politica litiga per gestire posti di lavoro o incarichi ma non parla di futuro industriale e turistico della nostra città. Nel frattempo pare che qualcuno abbia pensato di utilizzare anche solo parte di queste risorse per spostare il cantiere Saipem nelle aree ex cartiera restituendo una parte del porto alla città? Non ci risulta, ma se questo accadesse, saremmo i primi, e non certo i soli, a complimentarci.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Novembre 2012 10:14
 
Share on Myspace
Condividi su Facebook OkNotizie
Editore Primaidea Srl

CSS Valido!

Tortoli Notizie