Il nostro piccolo muro di Gaza
Editoriale
Mercoledì 28 Novembre 2012 03:59

 

 

 

MURO INTERMARE 4Ormai ci siamo talmente abituati che non ci rendiamo conto dell'anomalia. Ma basta lo sguardo di una mente libera che subito l'orrore appare in tutta la sua evidenza. Abbiamo un bel borgo marinaro, Arbatax, ad elevatissima propensione turistica, ma la sua vocazione è frustrata da un ostacolo, anzi molti. È subito evidente il muro che delimita la ferrovia e impedisce il collegamento fra il borgo e il suo porto turistico, muro che grida vendetta e che meriterebbe di per se un assalto con i bulldozer per demolirlo. Ma lo sfregio più importante è quel muro di blocchi di cemento, più degno di un'area di guerra che di una località turistica. A Gaza per poter entrare e uscire bisogna chiedere il visto all'occupante sionista, ad Arbatax per accedere a larga parte del suo porto il permesso bisogna chiederlo alla Saipem, e non si sa bene quale delle due richieste avrà una maggiore possibilità di essere esaudita. Abbiamo sentito fino alla nausea la storiella dello spostamento del cantiere verso le aree ex cartiera fino a pensare che la risposta sia la versione rivista del bimbo che, quando è di intralcio alla mamma, viene mandato dalla vicina a chiedere “s'istentu”. Noi abbiamo chiesto s'istentu alla Saipem e alla Regione, alternativamente, e loro ci dicono di aspettare, che lo avremo se saremo pazienti. L'ultima è che a dicembre verrà in Ogliastra Babbo Natale Cappellacci, a portarci in dono i 20 milioni per l’infrastrutturazione delle aree ex cartiera, parcheggiati a Cagliari da almeno un lustro. Già vediamo la pletora degli adoranti prostrati a ringraziarlo. Ci piacerebbe che il comitato di ricevimento fosse organizzato nei pressi del muro, perché ne conservino un imperituro ricordo, lui e gli adoranti. 

MURO INTERMARE1

 

MURO INTERMARE 2

MURO INTERMARE 3

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Novembre 2012 04:13
 
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