Alberghiero, Ragioneria e Industriali. Guerra fra poveri nel mondo della scuola
Editoriale
Mercoledì 26 Settembre 2012 23:10

 

scuolesupIn questi giorni sta salendo il tono della discussione sulla riorganizzazione degli istituti superiori di Tortolì. Siccome siamo stati i primi a parlare della necessità di un intervento e visto che la discussione, come temevamo, tende a degenerare, ci sembra opportuno fare il punto affinché i nostri lettori possano farsi un’idea della situazione avendo a disposizione tutte le informazioni.

Gli edifici scolastici delle scuole superiori sono di proprietà della provincia ad eccezione dei locali dell’Istituto Alberghiero che risulta dislocato su più edifici di proprietà privata per i quali il costo di locazione è di circa 350.000 euro/anno. Questo istituto è anche il più affollato, dopo la crescita tumultuosa degli ultimi anni, e conta 6 sezioni con 24 classi. Da 10 anni la provincia cerca risorse per costruire la nuova scuola, ma il tentativo è naufragato per il costo eccessivo dell’investimento, oltre 15 milioni di euro, e a causa del patto di stabilità che impedisce alla provincia di contrarre un mutuo.

Nello scenario complessivo di crisi delle risorse si è innestata anche la razionalizzazione delle direzioni scolastiche che nelle scuole superiori vedrà dal prossimo anno solo due presidenze a Tortolì invece delle attuali tre. Una con il probabile accorpamento di tutte le scuole professionali, Alberghiero, Ipsia e Agrario, e l’altra con i licei, Ragioneria e Industriali.

In questo contesto si era inserita la nostra proposta di razionalizzazione, fatta propria dalla provincia, di riorganizzare la dislocazione delle scuole per consentire un uso pieno delle strutture di proprietà con la dismissione di quelle in affitto.

La proposta – checché ne dica l’assessore provinciale alla cultura e istruzione Crisponi – è stata formalizzata dal Presidente della provincia in un incontro con i dirigenti scolastici e prevede lo spostamento della Ragioneria presso l’istituto delle Industriali, in drammatico calo di iscritti, che ha capienza sufficiente. L’edificio della Ragioneria, avendo un numero di aule adeguato, sarebbe quindi libero per collocare l’alberghiero e con un intervento manutentivo potrebbe ospitare anche i laboratori di cucina, sala e bar nel plesso adiacente, attualmente sottoutilizzato. Questa soluzione andrebbe anche in direzione di un accorpamento complessivo di tutte le scuole superiori nel quartiere di Monte Attu con strutture sportive e di servizio comuni e una razionalizzazione dei servizi di trasporto dei pendolari. Monte Attu diventerebbe quindi una sorta di cittadella dello studio che farebbe fare un indubbio passo in avanti al quartiere e a tutta la nostra città.

La proposta ha subito incontrato, come temevamo, l’opposizione di quanti da decenni hanno rendite di posizione da questa situazione. È comprensibile che i proprietari degli edifici che attualmente ospitano l’alberghiero vedano come fumo negli occhi questa soluzione, ma la situazione delle finanze pubbliche obbliga TUTTI a ad un uso più oculato delle risorse, e noi cittadini a fare da “Corte dei Conti” ai politici di turno.

Meno comprensibile, invece, è la presunta levata di scudi dei docenti, degli studenti e del personale ATA dell’Itc che sembra oppongano un netto rifiuto allo spostamento. La motivazione? In una missiva al Presidente della Provincia dicono “Questa ipotesi di trasloco è un paradosso della politica provinciale che vorrebbe risolvere un problema creandone un altro: togliere la casa agli studenti dell’Itc per assegnarla a quelli dell’alberghiero. I diritti degli studenti dell’Itc valgono meno?”. La motivazione è paradossale se si pensa che la sede di destinazione dell’Itc è assolutamente adeguata alle loro esigenze sia per la dislocazione che per gli spazi e che verrebbero così accorpate scuole destinate a stare comunque sotto la stessa dirigenza. I ragazzi dell’alberghiero sono invece oggi relegati in edifici e aule anguste, carenti sotto il profilo della sicurezza e della didattica, dispersi in diversi edifici. Bisogna ricordare, poi, che le scuole sono di tutti ed è giusto utilizzare in modo razionale tutte le strutture e che ogni uso scorretto del patrimonio pubblico è un costo che in modo indiretto ricade sulla collettività, cioè su di noi, sotto forma di tasse e tributi. Siamo certi che, se verrà fatta la giusta informazione, studenti e genitori capiranno che i loro diritti non verranno intaccati, anzi, si andrà verso un miglioramento del servizio.

Per finire l’operazione porterebbe un risparmio di 350.000 euro/anno che sarebbero un toccasana per le esauste casse della provincia e consentirebbero di completare l’operazione “cittadella degli studenti” con nuovi arredi, laboratori, infrastrutture che migliorerebbero sensibilmente la qualità della vita degli studenti e quindi di tutta la città. Per questo Presidente Pilia, la esortiamo ad andare fino in fondo. Tortohelie e i tortoliesi saranno con lei.

 
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