Tavoli tecnici ferragostani
Editoriale
Martedì 21 Agosto 2012 08:06

 

tort-arbChe la politica abbia perso credibilità è un dato di fatto, e nessuno crede ormai ai proclami che saltuariamente vengono fatti in ogni stagione dai politici. Desta perciò meraviglia il tavolo tecnico tenutosi sotto ferragosto a Tortolì fra il Comune, il Consorzio Industriale e l'On. Stochino, consigliere regionale del Pdl.

La diffidenza cresce se andiamo a vedere gli argomenti toccati che riguardano il porto e l'area industriale che dall'avvento della Giunta Cappellacci attende di capire se avrà un futuro. Se poi questo tavolo si conclude con l'annuncio di una prossima spendita di 35 milioni di Euro – dicasi trentacinque milioni di Euro – che serviranno per rivoltare come un calzino tutta l'area, allora lo scetticismo è d'obbligo. Se non altro perchè quei soldi sono gli stessi che ci vengono fatti annusare già dall'era Soru ma che, come un tragico gioco delle tre carte, ci vengono ogni volta fatti sparire da sotto il naso.

Ora la parola magica è Accordo di Programma, un magico ombrello che dovrebbe contenere tutto questo ben di dio superando lacci e lacciuoli che a causa di Sfirs, Sarind, Giunta Regionale, Provincia, Comune e chi più ne ha più ne metta, hanno sempre impedito che si passasse alla fase operativa. Se poi nel calderone ci mettiamo il successivo proclama che addirittura ipotizza l'apertura autunnale dell'aeroporto con relativo allungamento della pista, allora l'impressione di trovarsi su scherzi a parte assume ancora più sostanza. Noi non dimentichiamo che l'ipotesi di allungamento è stata più volte bollata come tecnicamente impossibile a meno di radere al suolo parte di Tortolì o di allungarla verso il mare, novella Osaka in salsa sarda.

La nostra impressione è che questo attivismo serva più che altro a coprire l'ingiustificata esclusione dell'Ogliastra dalla ripartizione di 342 milioni per le aree di crisi sulla quale grava ancora la cappa del silenzio della politica locale. Ci piacerebbe poi capire come la regione erogherà queste risorse visto che fino ad agosto erano bloccati i trasferimenti ai comuni a causa del patto di stabilità e ci risulta di bandi Por espletati da oltre un anno che per lo stesso motivo non si riesce a far partire, come per esempio i 50 milioni per il potenziamento delle strutture scolastiche. Domande lecite, crediamo, alle quali sarebbe opportuno che la politica dia immediatamente risposta se non vuole che il prossimo proclama venga sommerso da un coro di pernacchie.

 
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