La ferrovia può crescere e diventare metropolitana di superficie
Editoriale
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Agosto 2012 08:01

metro 

 Il progetto non è proprio nuovo visto che ha fatto i primi passi con i famigerati Progetti Integrati che avrebbero dovuto rivoluzionare le metodologie progettuali e le infrastrutture in Sardegna. Il Trenino Verde era il quadro generale e Tortolì ne era uno degli elementi più importanti sia come terminale verso il porto e l’aeroporto che per la riqualificazione del tratto cittadino. Infatti oggi la ferrovia è un ostacolo alla mobilità, un elemento di divisione della città che viene tagliata in due con solo pochi punti di attraversamento, peraltro scomodi e spesso fonte di ingorghi. L’atteggiamento storicamente ottuso delle Fds ha poi esasperato questo problema fino alla polemica dei giorni scorsi con l’assessore ai LL.PP. Paolo Stochino che ne ha stigmatizzato l’operato per la chiusura dei varchi aperti sui muri di protezione della ferrovia in prossimità del porto. L’idea era buona, facilitare il collegamento pedonale fra il centro abitato e il porticciolo turistico che oggi appare invece quasi come un corpo estraneo, ma per Fds questo è un rischio troppo elevato. Fa quasi sorridere se pensiamo quante corse transitano su quella linea e se la paragoniamo a una qualunque linea ferrata urbana.

Ma torniamo alla metropolitana leggera. L’idea era quella di riqualificare la linea esistente con il recupero delle vecchie cantoniere ormai abbandonate, l’individuazione di nuove fermate nei punti importanti come il parco della sughereta, la zona industriale sempre più zona commerciale della città, il poliambulatorio, le scuole, gli impianti sportivi e infine il quartiere di Monte Attu che uscirebbe così dal limbo nel quale è stato collocato diventando finalmente parte integrante della città. E poi acquisterebbe un senso anche la vecchia stazione che con i lavori di riqualificazione in corso diventa centro intermodale, punto di riferimento per i collegamenti con tutta l’Ogliastra e che quindi diventerebbe il naturale luogo di smistamento dei flussi. Anche il sistema di attraversamento dei binari dovrà cambiare, diventare del tipo a raso con sistema semaforico automatizzato per consentire un comodo e sicuro attraversamento, come accade in ogni città moderna. Per finire va ridisegnato tutto il sistema viario di connessione delle fermate al tessuto urbano in modo da estendersi, con l’asse ferroviario, come una rete al servizio dei cittadini, dei turisti, della popolazione studentesca. Un modo davvero nuovo di concepire la mobilità nella nostra città mantenendone i caratteri storici ed esaltandone gli elementi di integrazione.

Una ferrovia, quindi, che da elemento di separazione si trasforma in elemento di unione rivoluzionando Tortolì che finalmente farebbe il salto di qualità assumendo i caratteri di un moderno centro servizi. Un sogno forse, ma se tutti i soggetti politici, economici e sociali remeranno nella stessa direzione è un sogno che Tortolì può realizzare.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Agosto 2012 08:54
 
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