Il dramma dell’Orientale Sarda
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Luglio 2012 00:00

 

ss125E’ arrivata l’estate e puntuale come l’afa torna il dramma della SS 125, la nostra strada verso Cagliari. Da un anno a questa parte nulla è cambiato, i nuovi lotti, Quirra e Tortolì, non sono sbloccati e quello in costruzione, ultima strozzatura all’arrivo a Cagliari, è ancora tale, un insopportabile tappo. Il fine settimana è un dramma con la chiusura delle ultime gallerie e la deviazione del traffico sulla litoranea o sulla vecchia 125. Siamo al punto che per andare a Cagliari la via più sicura è quella che passa per Ballao, San Nicolò Gerrei e Sant’Andrea Frius, se vi sembra poco. La verità è che oggi la strada è più lenta rispetto a trent’anni fa, in barba alle promesse che i politici di turno continuano a fare ancora oggi, sfiorando il patetico.

Abbiamo detto altre volte che l’Ogliastra è una terra che ha sofferto del suo isolamento, che se ne ha mantenuto intatta la bellezza ne ha però strozzato ogni prospettiva di sviluppo. Con la nuova Orientale pensavamo fosse arrivata l’ora del nostro riscatto e che il collegamento all’area urbana e industriale più importante della Sardegna ne avrebbe esaltato le potenzialità e moltiplicato le occasioni di investimento, sia nel settore turistico che in quello produttivo.

L’intervista esclusiva del nostro giornale al Sen. Massidda, Presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari ha inoltre aperto un’altra prospettiva. L’adesione del porto di Arbatax all’Autorità di Cagliari, e il completamento della nuova 125, aprirebbero a nuove sinergie fra le due zone, sia per i trasporti merci che passeggeri oltre che al turismo croceristico in forte espansione, e di questo non potrebbe che beneficiare l’economia complessiva dei nostri territori. Questo sempre se la nuova 125 verrà completata, se chi ha fatto le promesse le manterrà, se l’Anas smetterà di essere un’intollerabile ostacolo nel nostro sistema viario oltre che un depredatore di risorse. Ricordiamo che almeno il 10% di tutto ciò che gestisce resta nelle sue fameliche casse.

L’esempio più eclatante è l’ultimo lotto che collega la zona del bivio Cea con Tortolì. I lavori sono fermi da anni in uno dei tratti più pericolosi che presenta una carreggiata con le stesse caratteristiche di un secolo fa nonostante sia il tratto a più elevata densità di traffico di tutta l’Ogliastra e a maggior mortalità per incidenti stradali. Solo un paio di viadotti e lo svincolo di Tortolì sembrano un ostacolo insormontabile per i tecnici Anas che come Penelope e la sua tela sembrano fare di giorno per disfare la notte, incuranti dei rischi che corriamo.

E la Regione Sarda? Dorme, preoccupata più di tutelare gli stipendi dei Consiglieri che la vita dei suoi cittadini. E qualcuno ricorda il nome dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici? Noi no, sempre se esiste, ovviamente.

 
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