Quirra, la battaglia orfana trova tanti padri
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 29 Giugno 2012 00:00

 

quirraParte il processo per la base del salto di Quirra e finalmente una lotta orfana, e con tanti nemici, trova per strada tanti inaspettati padri. Inizia la Asl di Lanusei che si costituisce parte civile con il beneplacito dell'assessorato regionale alla sanità cui a ruota segue Cappellacci che, nella sua nuova veste di difensore dei sardi - dopo averli snobbati, oltraggiati e offesi - annuncia a sua volta di costituirsi parte civile nel processo. Ma non basta.

La Coldiretti - l'associazione degli operatori dell'agricoltura e allevamento più rappresentativa della Sardegna - si accoda a questa indecorosa processione dopo aver messo la mano sul fuoco sulla correttezza dei militari facendo le barricate contro lo sgombero del bestiame dall'area. Nessuno di questi ha mosso un dito quando pochi coraggiosi giornalisti e qualche associazione ambientalista, senza nessuna certezza né tornaconto, ma solo con tanta voglia di fare chiarezza, soli contro tutti, hanno solo osato fare delle domande, instillare il dubbio. Allora avevamo osato associare la vicenda a quella delle fabbriche di morte dell'amianto, anche solo per far capire quale era il rischio. Solo per dire che quando si parla di salute umana anche solo il dubbio è sufficiente per fermare i giochi.

Invece troppa gente si esercitava allora nel mestiere di avvocato difensore, una difesa pelosa figlia di prebende o ritorni politici - o magari solo della propria ignoranza - senza nessun riguardo per chi in quelle aree ci viveva, e ci moriva. Oggi, forse annusando l'aria di risarcimenti sostanziosi, quella stessa gente si mette in fila con la mano tesa, senza vergogna alcuna. Tanti distinguo, certo. La Asl ci racconta per esempio che ha avuto un aggravio dei costi sanitari e la Coldiretti che lo fa nell'interesse dei suoi associati. Ma prima il loro diritto alla salute non era degno di essere tutelato? La verità è che una ragnatela di interessi era tesa a difesa di chi agiva a proprio piacimento, incurante delle conseguenze immediate e per il danno che sarebbe ricaduto sulle generazioni future.

Immaginiamo non ci sarà la fila, nei prossimi anni, per trascorrere le vacanze nelle stupende spiagge di Quirra, e tanto meno quella degli investitori turistici che da quella zona staranno alla larga. Speriamo almeno che ci serva di lezione per il futuro. Ricordiamo per esempio che a Tortolì abbiamo l'area ex Cartiera nella quale troppe attività si sono svolte senza alcun controllo. Non commettiamo l'errore di far finta di non sapere, di mettere la testa sotto la sabbia a contatto con tutto ciò che li sotto può esservi sepolto

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Giugno 2012 09:25
 
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