Stagione estiva in tono minore. È la crisi, signori
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 22 Giugno 2012 00:00

 

stagionestivaÈ iniziata la stagione estiva, ma a Tortolì non si direbbe. Di solito in questo periodo la nostra cittadina si metteva l'abito della festa, facce allegre animavano le serate in centro, i locali erano gremiti, le attività commerciali erano invase dai turisti, l'aria era di una perenne festa che durava tutta la stagione fra sagre, concerti, spettacoli, discoteche. Tutto è declinato al passato purtroppo, questa era Tortolì d'estate, oggi non appare più così. Basta andare a prendere una pizza la sera per capire che l'aria è grama, le ore di attesa sono un problema del passato e basta scambiare due chiacchiere con i ristoratori per rendersi conto che la crisi si abbatte con sempre maggiore forza sulla nostra comunità. Anche per le attività alberghiere, i numeri si sapranno solo a fine stagione, non sembrano rose e fiori con il crollo dei prezzi e delle presenze.

Gli spettacoli musicali sono solo un ricordo, Rocce Rosse Blues per la prima volta non è un punto di riferimento per gli amanti della musica di tutta la Sardegna, anche se bisogna ricordare che lo scorso anno fu un flop di presenze. Il Comune, la provincia e la regione, complici anche ma non solo i tagli delle risorse, sono assenti e tutti noi ci sentiamo abbandonati, un po' orfani di questa allegria.

Certo, la crisi, ma quello che meraviglia è la rassegnazione che si percepisce nella gente e l'apatia di chi comunque ha il dovere di opporsi a questo stato di cose. L'aeroporto, dopo un inverno passato a parlare di rilancio è chiuso, e questa volta l'impressione è che la parola fine sia definitiva. Le tanto attese navi da crociera, che il nuovo dente d'attracco doveva portare, sono state solo un'illusione e a sentire qualcuno pare che l'amministrazione comunale non abbia fatto quanto in suo potere per favorirne l'arrivo. Restiamo in attesa di capire cosa sia successo anche perchè perdere occasioni come questa, in periodo crisi assume contorni ancora più preoccupanti.

Apatia e rassegnazione, queste le caratteristiche di questa stagione che rischia di mettere in ginocchio la nostra fragile economia. Un campanello d'allarme, il nostro, che dovrebbe svegliare tutti, prima che il sogno si trasformi in incubo.

 
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