L'Italia delle emergenze, riecco il terremoto
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 01 Giugno 2012 00:00

 

terremoto emiliaIl nostro giornale si occupa di solito degli avvenimenti locali, ma questa volta l'evento chiama in causa tutta la comunità nazionale e non possiamo far finta che non ci interessi. Il terremoto che si è scatenato in Emilia, per il modo in cui si è abbattuto e per l'area interessata presenta però molte anomalie. Il fatto è che ad una prima scossa, certo intensa e devastante per chi l'ha subita, invece delle solite scosse di assestamento, a distanza di una decina di giorni, ne è seguita un'altra ancor più forte. Ormai tutti erano impegnati a ripartire, a ricostruire, a far finta che non fosse successo nulla di grave. Avevano girato le spalle al pericolo sicuri che ormai fosse passato e sono stati traditi, quasi sbeffeggiati dalla nuova scossa che per la maggior parte li ha colti mentre erano rientrati al posto di lavoro, alla normalità. Anomalo, certo, tragicamente anomalo.

Come la zona, la pianura Padana, che in troppi consideravano immune dal rischio sismico visto che erano almeno 500 anni che non accadeva nulla di simile. Un periodo che se per la memoria dei singoli può sembrare infinito per la geologia è un attimo, un soffio. Un rischio che però non poteva essere sottaciuto dai tecnici e dalle istituzioni che avrebbero dovuto essere certo più vigili. Invece qualche scellerato aveva già ipotizzato quelle aree come le più adatte alle centrali nucleari anche se oggi inorridiamo solo all'idea del rischio corso. Sedici sono le vittime ad oggi, per la maggior parte lavoratori sul posto di lavoro, e ai loro congiunti e a tutte quelle comunità va il nostro pensiero solidale.

Ma non possiamo nemmeno far finta che la cosa non ci riguardi, se pure indirettamente. Il  pressapochismo delle istituzioni coinvolte ci ricorda troppo i temi che ogni giorno affrontiamo col  giornale e che afferiscono al nostro quotidiano. Il rischio di frane, alluvioni, l'emergenza ambientale che in troppi fanno finta di non vedere e che, come il terremoto, colpisce a distanza di anni, improvvisamente, svelando la sciatteria istituzionale responsabile come minimo di culpa in vigilando e ci accomuna al loro dramma. Figli in una una stessa famiglia, l'Italia, governata in modo indegno. Anche noi oggi piangiamo i morti dell'area del Poligono di Quirra come quelli di passate alluvioni e ne paghiamo il tributo, oltre che in termini di dolore, con l'insicurezza e con un territorio compromesso. Fa invece impressione il continuo bla-bla dei politici che si apprestano all'intervento straordinario, qualcuno sfregandosi le mani, inondandoci di lacrime di coccodrillo e di nuove tasse che rischiano di scatenare la rivolta.

Suggeriamo ai Bostik incollati alle loro poltrone di destinare invece agli interventi di emergenza i 150 milioni di rimborsi elettorali che ancora gli competono per quest'anno e gli altri 150 che avrebbero destinato ad interventi nei loro collegi, tributo pagato dal governo all'impegno di non ingolfare i provvedimenti legislativi prossimi con emendamenti per finanziare la sagra dello gnocco fritto. Non avrebbero la nostra gratitudine, ci vorrebbe ben altro, ma almeno risparmierebbero di essere rincorsi con i forconi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Maggio 2012 10:11
 
Share on Myspace
Condividi su Facebook OkNotizie
Editore Primaidea Srl

CSS Valido!

Tortoli Notizie