Che fine ha fatto il PUC di Tortolì?
Editoriale
Venerdì 04 Maggio 2012 00:00

DSC 1326Nessuno dice che sia semplice portare a compimento un PUC, soprattutto considerando il fatto che Tortolì ha avuto un PRG (Piano Regolatore Generale) più di trent'anni fa. Ma la questione urbanistica è diventata centrale per il nostro paese e siamo ben lontani dalla sua risoluzione.

Intanto che un numero sempre crescente di abusivi sta provvedendo all'auto-abbattimento delle costruzioni incriminate (è la soluzione più economica), le istituzioni sono in seria difficoltà. Non sembrano in possesso di un piano e nemmeno di posizioni chiare. In realtà non si capisce nemmeno da che parte stiano.

Sono passati più di cinque mesi da quando sono state raccolte le osservazioni al Puc: erano più di 170 e circa l'80% sono state approvate. Una pioggia di sì accolta con entusiasmo da qualcuno e con scetticismo da qualcun altro. Il PUC e le osservazioni sono stati presentati in Regione, è stato detto ai cittadini di aspettare e così è stato. Ma da ottobre a maggio non è praticamente cambiato nulla. Non solo non ci sono risposte ufficiali, ma nemmeno ufficiose, nessuno sembra in grado di fornire qualche impressione o sentore.

Si sa solamente che il sindaco e gli assessori si recano spesso in Regione, si suppone anche per trattare l'argomento PUC. Ma i cittadini non vengono coinvolti e sull'argomento regna l'incertezza. Nel frattempo, le costruzioni abusive continuano a crollare, spesso demolite dagli stessi proprietari. La maggior parte di queste sono indifendibili dal punto di vista giuridico: nonostante le vaghe promesse fatte vari politici (l'ultima è la proposta del consigliere regionale Angelo Stochino di cui abbiamo trattato nel precedente numero del nostro giornale), è impossibile salvare le costruzioni entro i trecento metri dal mare. Non si può fare, perlomeno non in maniera legale. Altre situazioni avrebbero potuto, invece, essere diverse come, per esempio, il caso della famiglia Scalas a Is Murdegus che poteva essere sanato.

Ma il vuoto della politica non è mai indolore e ha le sue conseguenze. E dato che questo particolare vuoto ha una storia decennale, era solo questione di tempo prima che la procura si decidesse a fare qualcosa per ripristinare la legalità, nonostante le resistenze di alcuni sindaci, alcuni cittadini e la mancanza di soldi delle amministrazioni. La politica e qualche cittadino coinvolto sono stati colti alla sprovvista. Possibile che in questo paese gli abusi vengano puniti? A quanto pare, a volte sì. Insomma, le istituzioni tacciono le risposte concrete. Le terranno in serbo per un coup de theatre? Liberi di crederci. Ma la verità è che la politica ha parlato pure troppo e in alcuni casi ha anche illuso i cittadini, lanciandosi in dichiarazioni che difficilmente avrebbe potuto mantenere. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: una città senza un'identità urbana.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Maggio 2012 10:39
 
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