Zago, ritorno di fiamma?
Editoriale
Venerdì 27 Aprile 2012 00:00

DSC 1404Pare che l’imprenditore Bruno Zago sia interessato nuovamente alle aree ex cartiera. Pare. La prima volta è andato via con le pive nel sacco, inviando una nota all'assessore regionale all'Industria, al sindaco di Tortolì e al presidente della Sfirs (proprietaria delle aree): «Ci rendiamo conto di non aver convinto unanimemente tutti gli organismi interessati. Il nostro progetto industriale, così come presentato, ha sollevato ancora dubbi e perplessità da parte delle amministrazioni competenti sul territorio». E invece ci sarebbe un nuovo ritorno di fiamma verso le aree della cartiera. Si vocifera, infatti, che l’imprenditore voglia insediarsi in parte di quelle aree per produrre cartoncino da imballaggi. La notizia non è ufficiale, l’abbiamo scoperto da un ex cartario, Giorgio Serra, il quale sostiene che l’imprenditore sia ancora interessato a venire in Ogliastra. Per questo motivo ha deciso di farsi promotore di una raccolta firme per la richiesta immediata di apertura di un tavolo tecnico da parte della Ras e degli amministratori locali. E’ evidente che Zago non si sta limitando alla semplice raccolta firme del sig. Serra, ma sta attivando certamente altri canali più consistenti dal punto di vista politico.

Ricordiamo che il gruppo Pro Gest, la holding di proprietà della famiglia Zago, è "il numero uno in Italia nella produzione di carta, cartone, imballi e packaging, oltre che uno dei maggiori player in Europa nel comparto del riciclo, con 18 aziende operative in 7 Regioni, un fatturato di 300 milioni di euro e oltre 1.000 dipendenti". I numeri della famiglia Zago fanno gola.

Tutto fa pensare che Bruno Zago sia un imprenditore serio e non il solito speculatore pronto ad accaparrarsi i finanziamenti regionali per poi scappare con il bottino come altri hanno fatto prima di lui, anche se la precedente proposta appariva più un investimento nel settore delle energie alternative piuttosto che un’industria cartaria.

Ma come mai le aree della cartiera sono a tutt’oggi inutilizzate e improduttive? Esiste un piano per la loro reindustrializzazione? Cosa vuole fare la Ras in questi 35 ettari? Abbiamo già scritto del silenzio tombale in cui è precipitato il loro destino, mentre dovrebbero essere destinate ad insediamenti produttivi nei settori industriali, artigianali, di trasformazione di prodotti agricoli e servizi. Il bando per la presentazione delle manifestazioni di interesse fu indetto il 3 dicembre 2010, si chiuse il 31 gennaio 2011, da allora è passato un anno e mezzo e ancora tutto tace. Arrivarono alla Sarind 27 manifestazioni di interesse alle quali ad oggi nessuno ha dato risposta. Ricordiamo che c’è l’impegno di cedere i 35 ettari al Comune di Tortolì. Quando? L’iter del loro passaggio è iniziato ben otto mesi fa. Visti i tempi con cui si sta procedendo, abbiamo l’impressione che la Ras non abbia nessuna intenzione di investire in Ogliastra, un territorio martoriato dalla crisi, che necessita urgentemente di un rilancio economico e industriale. Stiamo parlando di 35 ettari di aree pregiatissime a bocca di porto.

L’unica operazione conclusa, e non senza difficoltà, è stata la concessione alla Saipem di 5 ettari in locazione per un importo esorbitante di 200 mila euro annuali iva esclusa. Che vanno a finire al proprietario, cioè la Regione, non al Comune. Un comportamento strano quello della Ras, che dichiara di voler investire 28 milioni ma, di fatto, da queste aree ci sta lucrando.

E poi, perché Zago non partecipò allora al bando? Come mai un nuovo interessamento dell’imprenditore trevigiano, quando già una volta il suo piano industriale non fu preso in considerazione? Tante domande senza risposta, troppe. E i cittadini attendono.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2012 14:56
 
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