Demolizioni, il solito giro di giostra?
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 20 Aprile 2012 00:00

 

demolizioniorrìTutto tace, o quasi. Dopo la discesa in campo in pompa magna delle ruspe la politica ha messo in campo tutta la sua forza per bloccarne gli effetti, anche se a dire la verità la sua manina era visibile anche da prima. Infatti cos'altro può aver spinto il muro di recinzione di una casa abitata di un quartiere periferico di Tortolì quale primo bersaglio? Un buon modo per mettere contro le ruspe un po' tutti perchè la vista di bambini che assistono impotenti alla demolizione della propria casa è un trauma che non può che colpire la nostra sensibilità. Siamo rimasti per anni a parlare di abusivismo con l'indice puntato verso il mare - Orrì, Barisardo, Sarrala e larga parte della costa ogliastrina - ma la prima demolizione vera ha riguardato una casa del centro abitato, e non certo in zona di pregio.

Se si voleva svuotare del sostegno popolare tutto il percorso non si poteva fare di meglio. Epilogo stonato come una stecca in un concerto di musica classica, come se dopo il bailamme delle morti per particelle radioattive del Poligono di Quirra avessero arrestato un caporale. Scusi signor procuratore, ma qualcosa non quadra. Un'azione che sembra concepita nell'attesa di una sollevazione popolare che la blocchi non è credibile.

L'altra ipotesi è che, così sostengono i presunti abusivi, non ci siano i presupposti giuridici per iniziare le demolizioni fra le seconde case del litorale e che il tutto sia piuttosto improvvisato. Ma allora non dovevano neanche iniziare. A che pro fare tutta la messa in scena di sigilli ed evacuazioni se poi non c'erano le condizioni per completare il lavoro? Un modo per far perdere credito ad una delle istituzioni che ancora un briciolo lo conserva e dare ossigeno ad una classe politica alla corde, al minimo storico della sua credibilità.

Se infatti la casa della zona di Is Murdegus, così come le altre accanto, non era ancora regolarizzata, la responsabilità è della mancata approvazione del nuovo Puc che la precedente amministrazione, stile collaudato in tutti i comuni rivieraschi, ha portato all'approvazione sul filo di lana della legislatura, al momento giusto per scaricare su di esso tutte le tensioni di cinque anni di governo. La nuova, poi, anche questa una procedura collaudata, cerca di smontarlo vedendo in esso la lesione di interessi sui quali ha fondato la propria campagna elettorale. Il tutto giocato sulla pelle dei cittadini.

È ora di dire basta, politica e magistratura devono dirci con chiarezza se costruire al di fuori delle leggi ci espone a provvedimenti seri o se si tratta dell'ennesima pantomima. Se così è abbiamo diritto anche noi, per il principio di uguaglianza, di costruire abusivamente la nostra casa al mare.

 
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