I tagli veri agli sprechi
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Marzo 2012 00:00

 

tagliLo sport preferito degli italiani, politici e non, giornalisti o semplicemente nelle chiacchierate da bar è la caccia agli sprechi della pubblica amministrazione. E quindi giù su deputati, consiglieri regionali, province con toni che farebbero sbiancare Girolamo Savonarola. Mai che ci si concentri sulle cose che riguardano direttamente la nostra vita quotidiana, possiamo chiamarli sprechi di prossimità.

Nella nostra cittadina abbiamo diversi esempi e oggi vogliamo concentrarci su uno di questi, il mondo della scuola. A Tortolì trovano sede sette istituti superiori e quasi tutti, bene o male, hanno una sede propria. Tutti tranne uno, guarda caso il più grande di tutti, l'istituto Alberghiero. Oltre trenta classi e diversi laboratori, pasticceria, bar, cucina, sparse su diversi caseggiati che costano alla comunità, leggi provincia, circa 250 mila euro di affitto all'anno. Per questo da tanti anni il mondo politico sta cercando di dare una soluzione con la costruzione dell'istituto per risolvere il problema. Ma è proprio indispensabile un nuovo istituto? La popolazione scolastica, a causa della denatalità non compensata da afflussi esterni, è in costante diminuzione, e ci è sembrato interessante capire quale sia il reale utilizzo delle strutture esistenti.

E qui saltano fuori le sorprese. Mentre i licei e l'Ipsia sono utilizzati completamente emerge con chiarezza l'anomalia dell'istituto delle Industriali. Qui qualche decennio fa trovavano posto almeno quattro corsi completi, cioè almeno 20 aule, e una parte del caseggiato veniva utilizzata dalla ragioneria, allora senza sede, per cui si possono contare agevolmente almeno trenta aule oltre ai laboratori. E oggi? La scuola conta appena una decina di classi evidenziando un utilizzo davvero irrisorio. Migliore è la situazione alla ragioneria, dove le classi presenti sono circa una quindicina, ma togliendo i laboratori avanzano almeno una decina di aule oltre ad un edificio adiacente utilizzato saltuariamente per la formazione professionale dove ci sono altre quattro aule. Quindi, semplicemente facendo i conti della serva, avanzano abbondantemente trenta aule, esattamente, guarda un po', quanto serve all'Alberghiero.

Il  buon padre di famiglia che farebbe? Continuerebbe a pagare affitti inutili? No di certo. Basterebbe semplicemente spostare l'Ipsia presso l'istituto della Ragioneria, i due sono diretti dallo stesso dirigente, dare l'attuale sede dell'Ipsia alle Industriali, che sarebbero sempre adiacenti ai licei e così si libererebbe l'istituto delle Industriali che sarebbe sufficiente al fabbisogno dell'Alberghiero. Così facendo si risparmiano anche tutte le spese di riscaldamento e si abbattono anche i costi di gestione complessivi perchè le altre strutture, campi, palestre, aula magna etc. etc. sarebbero messe in comune. E poi si darebbe corpo al sogno di una zona completamente scolastica e sportiva con tutti i servizi in comune, un vero e proprio campus all'americana.

È solo un esempio, ovviamente, ma quale sarebbe il problema? Non lo sappiamo ma lo immaginiamo. Lesa maestà dei dirigenti che si rifiuterebbero di farsi imporre tali scelte, qualche piccolo interesse di bottega su chi da molti decenni vive di affitti, oggi davvero inutilmente pagati. E la provincia? Sarebbe quella che avrebbe, apparentemente, più da guadagnarci visto che paga direttamente gli affitti, ma gratta gratta si scopre che la costruzione di un nuovo edificio è comunque un business a cui non rinunciare. Basta guardare all'istituto Geometri di Lanusei, edificio gigantesco recentemente e non si capisce per quale motivo ampliato per gentile concessione della provincia di Nuoro, semivuoto – cinque classi su almeno trenta aule disponibili - mentre altri uffici pubblici trovano posto solo su edifici privati che producono così lauti affitti, tutto nell'indifferenza generale.

E questo è solo l'inizio. 

 
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