Gioventù bruciata
Editoriale
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Gennaio 2012 00:00

giov.bruciataDue fatti accaduti a Tortolì nei giorni scorsi dovrebbero far riflettere una comunità in grado di cogliere i segnali che gli vengono mandati. Due fatti legati a doppio filo, quello dell’età dei protagonisti, adolescenti, e il loro bersaglio, la scuola. Le nuove generazioni e il luogo che simboleggia la loro crescita. Non i soliti furtarelli, insomma, da addebitare a qualche gruppo di sbandati magari provenienti da qualche paese vicino, ma atti di puro vandalismo.

Certo, si potrà obiettare che non c'è nulla di nuovo sotto al sole, fatti del genere sono sempre accaduti, se non fosse anche per la presenza di una buona dose di esibizionismo e di ostentata incoscienza. Dopo aver divelto una porta dell'istituto per ragionieri un giovane studente non ha trovato di meglio da fare che pubblicare la foto della sua impresa sulla grande vetrina di Facebook, vero teatro del nostro tempo senza il quale nulla accade se li non trova albergo. Altri due, invece, hanno pensato bene di festeggiare il nuovo anno mettendo a soqquadro la scuola elementare, incuranti di farlo con la luce accesa, per poi magari vantarsene come di una medaglia conquistata sul campo.

Gioventù bruciata, quindi, specchio dei tempi nei quali l’educazione civica è materia sconosciuta sia ai genitori che ai figli e la noia lo stato nel quale questi sono immersi perennemente.

Gli operatori del settore, gli insegnanti, lanciano l’allarme da molto tempo perché per primi hanno toccato con mano l’evoluzione dei comportamenti delle giovani generazioni. Una società dei consumi sempre più impregnante ogni momento della nostra spinge tutti, ma soprattutto i giovani, a desiderare l’oggetto del momento, sia esso un telefonino che un capo di abbigliamento, e purtroppo in molti credono di assolvere al proprio dovere di genitori dando soddisfazione a ogni desiderio dei loro pargoli. Ma questo non fa che estremizzare ancor più questi desideri spingendoli verso campi sempre più trasgressivi al limite della legalità, limite che spesso viene travalicato. La scuola diventa spesso il teatro preferito di queste trasgressioni, siano esse atti vandalici o di bullismo, perché la logica del branco li aiuta a farsi scudo con l’apparente forza degli altri nel maldestro tentativo di nascondere la propria fragilità agli occhi del mondo, fragilità che deriva dall'assenza di una guida riconosciuta sia essa familiare o sociale, come la scuola.

Il nostro dovere, come genitori, istituzioni, organi di stampa è quello di riassumere il ruolo guida che ci spetta e di aprirli, gli occhi, e farli aprire anche a loro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 09:58
 
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